Autore: G.M

Immigrazione

9
Lug

Le navi Ong sono una calamita per gli scafisti

Il capo della guardia costiera libica difende il lavoro dei suoi su motovedette donate dall’Italia.

L’ammiraglio Abdalla Tumia è il Capo della Guardia Costiera di Tripoli, in Libia. È al capo dei militari libici che a bordo delle motovedette che il governo italiano ha loro donato, pattugliano le coste per impedire la partenza dei migranti a bordo dei gommoni. L’ammiraglio ha rilasciato una intervista con cui difende a spada tratta il lavoro dei suoi uomini, un lavoro reso ancora più complicato dal fatto che si stanno intensificando i bombardamenti via aerea da parte delle truppe del generale Haftar e dal fatto che stanno tornando in maniera costante a battere i mari le navi Ong.

Molti barconi in mare, perché?

Negli ultimi giorni sono partiti dalla Libia diversi barconi nonostante il lavoro degli uomini di Tumia. Un po’ perché statisticamente l’estate aumenta i tentativi di traversata, un po’ per la guerra in atto ed un po’ per via delle Ong. In pratica, un insieme di fattori che stanno facendo aumentare a dismisura il numero di migranti. Numeri che l’ammiraglio comunque considera positivi rispetto ai vecchi trend.
Tumia spiega che l’operato del suo gruppo sia quello di salvare migranti in mare e di farli confluire regolarmente verso i centri di assistenza gestiti nei vari paesi dagli organismi internazionali. Il lavoro della sua Guardia Costiera ha prodotto risultati a suo dire importanti. Da gennaio 2019 risultano 3.000 migranti libici sbarcati in Italia. Fino a pochi anni fa potevano sbarcarne anche 6.000 in un solo giorno.

Si liberano i reclusi dei centri di detenzione

Un problema collegato alla impennata di bombardamenti e all’inasprimento del conflitto riguarda i centri di detenzione in territorio libico. Fayez al-Sarraj
Presidente del Consiglio presidenziale della Libia ha confermato la volontà di aprire i centri di detenzione perché tenendoli chiusi non è possibile difenderli dalle bombe. Aprire i centri però significa liberare 7.000 persone, potenziali nuovi migranti sui gommoni. Per l’ammiraglio è un problema di poco conto. Ci sono 70.000 potenziali migranti a piede libero, i 7.000 dei compound non cambiano granché la situazione.
L’aumento delle partenze piuttosto può coincidere con la massiva presenza di navi Ong nel Mediterraneo.

L’ammiraglio spiega che per sua esperienza, le navi Ong che si avvicinano alla Libia fino ad essere intraviste dalla costa, sono un evidente incoraggiamento alle partenze dei gommoni. In pratica mentre la Guardia Costiera continua il suo assiduo lavoro per evitare le partenze, le Ong fanno esattamente l’opposto. Un autentico effetto calamita che assume un effetto terribile se in concomitanza un barcone di migranti viene intercettato sia dalle motovedette che dalla nave Ong. Scene allucinanti in questi casi sono all’ordine del giorno, con i migranti che si tuffano dal barcone, rischiando la vita, fuggendo dalla Guardia Costiera e cercando di raggiungere a nuoto la nave delle organizzazioni.

Ottimo il lavoro di Salvini

L’ammiraglio ha espresso soddisfazione anche per quanto concerne l’aiuto che l’Italia produce in materia migranti. La situazione a Tripoli è buona proprio grazie alla presenza dell’ambasciata italiana. Anche su Salvini, Tumia ha parole di encomio perché ha apprezzato la condanna che il nostro Vice Premier ha fatto sull’attacco al centro di accoglienza da parte dell’esercito di Haftar.