Le migliori lauree per trovare lavoro: ecco le specializzazioni più ricercate

Quali sono le migliori lauree per trovare lavoro? Una domanda più che legittima in tempi di crisi economica e occupazionale sempre più stringente, nella quale le famiglie fanno sempre più fatica ad affrontare i costi legati al percorso universitario dei propri figli. Ecco quindi, numeri alla mano, le specializzazioni che offrono le migliori chance sul mercato del lavoro.

Le migliori lauree per trovare lavoro? Un dubbio più che legittimo per i tanti studenti che si stanno preparando ad affrontare nei prossimi mesi la roulette russa dei test d’ingresso universitari. Una scelta difficile, quella della facoltà ideale, che deve saper coniugare inclinazioni personali ma anche concrete possibilità occupazionali sull’attuale mercato del lavoro.

Il boom delle professioni sanitarie: vincono i fisioterapisti

Infermieri, fisioterapisti, dietisti, logopedisti e tecnici delle varie specializzazioni sanitarie: ecco il nutrito ambito delle professioni che, numeri alla mano, sembrano garantire le migliori possibilità di accesso al mondo del lavoro. Secondo AlmaLaurea, consorzio interuniversitario dedito agli studi sul mondo accademico italiano, nel 2011 la percentuale di occupazione più alta in assoluto, ad appena un anno dalla laurea triennale, riguarda proprio la categoria dei fisioterapisti: per loro, infatti, si registra la vertiginosa percentuale di ben l’89 per cento degli occupati. Non se la passano male neanche i logopedisti, gli igienisti dentali, i tecnici audioprotesisti e i podologi, che possono vantare un rispettabilissimo tasso di occupazione tra l’83 e l’88 per cento. In media, considerando tutte le 22 facoltà sanitarie, il 79 per cento dei laureati triennali in questo settore riesce a trovare lavoro nell’arco di 12 mesi dalla proclamazione. Un risultato invidiabile quindi, seppur in calo rispetto ai fasti dell’86 per cento registrato nel non lontano 2007.

In calo le iscrizioni

Eppure, l’appeal di questi corsi di studio sembra essere in continua discesa tra i giovani diplomati che ogni anno affollano i test d’ingresso delle maggiori università italiane: per l’anno accademico 2013-2014, infatti, gli iscritti alle prove di ammissione erano appena 105 mila, in brusco calo rispetto ai 120 mila candidati dell’anno precedente. Numeri che fanno riflettere, soprattutto se consideriamo che l’intero settore accademico italiano sembra conoscere un’inarrestabile emorragia di matricole: secondo il Consiglio universitario nazionale (Cun) negli ultimi 10 anni c’è stato un decremento nelle iscrizioni universitarie pari al 17 per cento, con una perdita di oltre 70 mila studenti ogni anno.

Le prove per l’anno accademico 2014-2015: al via il 3 settembre

Per chi volesse scegliere la strada dell’iscrizione a un corso di laurea nell’area delle professioni sanitarie, è necessario dire che ancora non si sa ufficialmente quanti posti verranno messi a disposizione quest’anno, né tantomeno quanti candidati decideranno di tentare la sorte, ma si stima che – più o meno – ci dovrebbero circa 27 mila posizioni disponibili.