Le Iene, la storia di Giulia Schiff: espulsa dall’Aeronautica militare dopo aver denunciato episodi di nonnismo

Le Iene, la storia di Giulia Schiff: espulsa dall'Aeronautica militare dopo aver denunciato episodi di nonnismo

Roberta Rei intervista la giovane pilota vittima di episodi di nonnismo. Interviene il Ministro Guerini: “Immagini che provano un senso di disagio”

Denuncia atti di nonnismo nei suoi confronti e poco dopo viene espulsa dall’Accademia dell’Aeronautica di Pozzuoli. Questo è quello che è accaduto a Giulia Schiff, 22enne veneta con la passione del volo, ereditata dal papà pilota. La sua storia è stata raccontata dall’inviata de Le Iene, Roberta Rei, che ha intervistato la ragazza.

Giulia e il sogno di diventare pilota di aereo

Giulia, nonostante per le donne ci siano ancora pochi margini per entrare in Aeronautica, riesce a vincere il concorso per approdare all’Accademia di Pozzuoli, classificandosi quarta su oltre duemila partecipanti. Il 7 aprile 2018 consegue il grado di sergente e il brevetto da pilota.

Al termine del percorso di formazione per gli allievi ufficiali, come in uso, la ragazza viene sottoposta ad una specie di rito di iniziazione: il bagno nella piscina del pinguino nei pressi dell’Accademia di volo di Latina. I suoi compagni di corso dovrebbero prenderla e lanciarla in questa piscina. Un gesto goliardico che nel caso di Giulia si è trasformato in una violenza.

Il battesimo del volo di Giulia diventa un incubo

La ragazza, infatti, prima del bagno, viene presa di peso da alcuni militari uomini e colpita più volte con canne di legno, sberle e pugni e poi viene sbattuta, come fosse un ariete, contro un’ala di un aereo. Nonostante la ragazza cerchi di ribellarsi, nulla può contro i suoi commilitoni, sotto l’occhio di alcuni superiori, che non accennano ad intervenire per far terminare queste percosse.

Al termine di questo rito di iniziazione, la ragazza ha diversi segni delle frustate sul suo corpo e per alcuni giorni faticherà anche a camminare. Giulia si confida con il padre, ex ufficiale dell’aeronautica, mostrandogli il video delle violenze. Il genitore, scosso dalle immagini, scrive ad un collega denunciando questo episodio.

Giulia isolata dai suoi commilitoni e punita dai suoi superiori

Tornata nella caserma di Pozzuoli, per la ragazza diventa tutto più difficile. Gli altri militari la isolano e la prendono di mira con atti di bullismo e disegni sessisti, mentre i suoi superiori le impartiscono sanzioni disciplinari per svariati motivi, fino a farle collezionare 55 giorni di consegna.

Il peggio per Giulia deve ancora arrivare. Poco dopo aver presentato denuncia contro otto sergenti del 70° Stormo dell’Aeronautica di Latina, per lesioni personali e ingiurie, nel novembre del 2018 viene esclusa dall’Accademia per insufficiente attitudine militare. Una decisione confermata dal TAR del Lazio lo scorso mese di gennaio, poiché non è provato che l’espulsione sia una ritorsione nei confronti della ragazza.

La ragazza, che ha visto svanire il suo sogno, ha un pensiero chiaro sulla vicenda: "Le donne che parlano non piacciono a nessuno, soprattutto nel mondo militare".

In attesa che il Tribunale Militare giudichi gli otto militari sotto processo, Le Iene hanno provato a sentire il comandate di Giulia, il Ten. Col. Agostino Maiole, senza ottenere nessuna dichiarazione.

Il Ministro della Difesa Guerini: “Chiunque abbia sbagliato, ne risponderà”

Sul tema, l’inviata Roberta Rei è riuscita a fare alcune domande al Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, che ha commentato così il video delle violenze su Giulia: “Queste immagini mi provocano un senso di disagio, lo dico anche come padre. Qualsiasi comportamento lesivo della dignità personale non può e non deve essere tollerato. Quando si mettono in pratica comportamenti eccessivi, anche rispetto alle manifestazioni di goliardia, questi richiamano fenomeni deprecabili che voglio considerare un retaggio del passato, per il quale non esiste più alcuno spazio nelle Forze Armate. E non a caso è stata proprio l’amministrazione militare, già dal 1° ottobre 2018, a chiedere l’intervento della magistratura. Laddove venissero riscontrate colpe, chiunque abbia sbagliato, ne risponderà”.

Il Ministro, che ha seguito direttamente la vicenda di Giulia, tanto da farle avere una audizione dal suo Capo di Gabinetto, ha invitato categoricamente tutti i Capi delle Forze Armate a far cessare i riti di iniziazione incompatibili con l’etica della tradizione militare e con la dignità personale.