Autore: Redazione

Università - Laurea

13
Ago

Laurea in ingegneria, trovare lavoro è facile? Non più, e le immatricolazioni crollano

La laurea in ingegneria è una garanzia per trovare lavoro facilmente? Forse non più: una rilevazione ad hoc stilata dal Consiglio nazionale degli ingegneri parla di una disoccupazione crescente, soprattutto tra i giovani. Intanto, le immatricolazioni a questi corsi di laurea crollano: lo scorso anno accademico abbiamo perso 3 mila aspiranti ingegneri.

Un ingegnere trova sempre lavoro. Una dichiarazione assiomatica che le madri ripetono ossessivamente da tempi non sospetti, soprattutto davanti a figli maggiormente orientati verso le discipline umanistiche. Eppure, nemmeno la laurea in ingegneria sembra riuscire a resistere davanti agli urti di una crisi occupazionale sempre più devastante. A snocciolare una serie di dati preoccupanti, è proprio il Consiglio nazionale degli ingegneri, attraverso un’apposita rilevazione dal titolo “Occupazione e remunerazione degli ingegneri” pubblicata proprio nei giorni scorsi.

La disoccupazione tra gli ingegneri

Innanzitutto, la disoccupazione in ambito ingegneristico cresce lungo tutta la penisola, senza discriminazioni territoriali: nelle regioni settentrionali il tasso occupazionale è sceso dall’80,2 per cento del 2012 fino al 77,7 per cento del 2013; in quelle centrali dal 72,2 per cento fino al 67,9 per cento; nel Mezzogiorno passa dal 68,8 per cento fino al 64 per cento. Particolarmente grave il dato relativo agli under 35: gli occupati nel 2013 erano solo il 58 per cento, in netta diminuzione rispetto al 65,4 per cento registrato nell’anno precedente.

Crollo dei contratti a tempo indeterminato, diminuzione degli stipendi: è fuga verso l’estero

E’ allarme anche per la crescente precarizzazione degli ingegneri italiani. Le assunzioni a tempo indeterminato, sempre secondo questa rilevazione, si fermano a quota 58 per cento, il valore più basso degli ultimi 13 anni. A un anno dalla laurea, solo uno su quattro riesce a ottenere un contratto a tempo indeterminato, mentre sono in crescita non solo le forme più flessibili (il 25,3 per cento viene inquadrato attraverso un contratto di formazione) ma anche il lavoro nero o irregolare. Dal punto di vista delle retribuzioni, poi, le cose non sembrano andare molto meglio: in media, gli stipendi si sono ridotti di oltre 150 euro negli ultimi 5 anni (circa l’11 per cento in meno). Considerando le differenze enormi con quanto accade nel resto d’Europa (dove un ingegnere tedesco o francese guadagna anche il 40 per cento in più di un italiano), ecco spiegato il crescente esodo verso l’estero dei nostri laureati in ambiti ingegneristici.

Crollo delle immatricolazioni: - 3 mila

In un quadro così delineato, forse non sorprende il calo delle immatricolazioni registrato durante l’anno accademico 2012/2013: addirittura 3 mila matricole in meno nei corsi di laurea in ingegneria. Un dato che, tuttavia, va inquadrato all’interno di una complessiva emorragia delle iscrizioni universitarie, fiaccate da costi crescenti, disoccupazione galoppante e progressivo impoverimento del ceto medio.