La variante indiana è resistente al vaccino? Ecco cosa si sa

Ai microfoni della trasmissione Rai Agorà è intervenuto il professor Guido Rasi, professore di Microbiologia dell’Università di Roma

La variante indiana resiste al vaccino? O anche: i vaccini sono efficaci contro la variante indiana? È una delle domande che ricorre nel momento in cui inizia a diffondersi la notizia che un ceppo mutato del virus inizia ad avere una diffusione più o meno rapida.

Per rispondere a questi quesiti c’è solo un modo per non sbagliare: affidarsi alla scienza e chi da anni si occupa di questi fenomeni. Ai microfoni della trasmissione Agorà di Rai 3 è stato interpellato sulla questione il professor Guido Rasi: professore ordinario di microbiologia all’Università di Roma Tor Vergata ed ex direttore dell’Ema.

Vaccino e variante indiana, le prime informazioni

«I vaccini - ha dichiarato - sembrerebbero essere efficaci contro la variante indiana. Può darsi non diano la protezione totale, ma sembra che come altri vaccini proteggano verso la malattia severa, quindi da esito letale».

Una prima evidenza che, in attesa di ulteriori approfondimenti frutto di analisi scientifiche, può essere salutata con un po’ di sollievo. «Ne sappiamo - ha ammesso Rasi - ancora poco e si sta monitorando. Sono abbastanza ottimista che una sufficiente protezione la diano».

Variante indiana e Covid, si attendono comunque nuove informazioni

La criticità degli eventuali nuovi ceppi del virus che dovessero diventare prevalenti potrebbe, invece, essere un’altra. «Il problema - ha dichiarato Rasi - della variante indiana, come tutte queste varianti che prevalgono, è che di per sé sono più adatte a diffondersi. Tendono a farsi strada, se sono più adatte a diffondersi ci dobbiamo aspettare che siano più infettanti».

Non si può dunque abbassare la guardia. «È una variante - ha evidenziato Rasi - che va tenuta sotto controllo, perché sottovalutare queste cose non è mai saggio».

Rispetto al fatto che, al momento, in India il 10% dei contagi sia correlato alla variante in oggetto, Rasi è stato chiaro: «Il 10% - ha chiarito il professore - adesso vuol dire poco, perché in India il 10% è tanta roba. Bisogna vedere la velocità con cui raddoppia, più che dare un dato al momento che non ci riesce a spiegare tutta la situazione. Il gioco è come sempre se sia o no vulnerabile a questi vaccini, questa è la vera domanda. I primi dati sono abbastanza buoni».

Dalle parole di Rasi emerge, dunque, ottimismo rispetto al fatto che chi sarà vaccinato sarà quantomeno protetto dalla possibilità di incappare in forme gravi di Covid.