La variante Omicron è pericolosa? Per Sileri lo sapremo «nel giro di una settimana»

Il sottosegretario de Ministero della Salute in un’intervista a La Stampa ha fatto il punto della situazione sottolineando da una parte come «è presto per essere preoccupati», dall’altra la necessità di vederci chiaro sul alcuni aspetti

«È presto per essere preoccupati». Lo ha dichiarato Pierpaolo Sileri in relazione allo status delle cose relative alla nuova variante Omicron. Il sottosegretario della Salute ne ha parlato in un’intervista a La Stampa del 29 novembre in cui ha fatto il punto della situazione sul nuovo ceppo del virus, lasciando intendere che si dovranno attendere le valutazioni della scienza per avere un quadro chiaro delle cose.

Variante Omicron, c’è da preoccuparsi?

«Potrebbe - ha spiegato Pierpaolo Sileri - essere una variante che contagia di più, ma che non elude i vaccini. In questo caso, porterebbe solo la necessità di avere più vaccinati». Ma non è l’unico scenario davanti al quale ci si potrebbe trovare, tenuto conto che le oltre trenta mutazioni riscontrate danno luogo ad una combinazione di cui si attende la valutazione degli effetti.

E alcuni sarebbero decisamente poco auspicabili. L’ipotesi di un’eventuale elusione dei vaccini della variante Omicron, per ammissione dello stesso Sileri, «sarà un problema serio». «Dovremo - ha aggiunto il sottosegretario - rivedere anche le terapie con gli anticorpi monoclonali».

Variante Omicron, a breve si saprà di più

Tuttavia, non sarà necessario attendere molto per conoscere lo status delle cose. Secondo Sileri ciò potrebbe avvenire nel «nel giro di un settimana». Ciò che, fino al momento, è emerso è stato l’aumento del 356% dei casi in Sudafrica. L’evoluzione della situazione sanitaria a quelle latitudini, come spiegato dal sottosegretario, dovrà essere monitorato per valutare quali effetti potrà avere la diffusione del virus tra i vaccinati e se questi finiranno tra i ricoverati. Qualora la variante Omicron dovesse generare un impatto significativo su eventuali ricoveri dei vaccinati «avremo - ha spiegato il sottosegretario - un indizio indiretto della minore o nulla efficacia di questi vaccini».

Vaccini contro la variante Omicron, Sileri: «Verosimile che un certo grado di protezione ci sia»

Quegli stessi vaccini che oggi stanno permettendo di tenere la situazione sotto controllo nonostante sia tutto aperto, andrebbero perciò riprogrammati. Più volte si è detto quanto la tecnologia a mRna avrebbe reso possibile una nuova taratura dei preparati in poco tempo qualora fossero emersi nuove varianti. «Nel caso, dovremo aspettare - ha chiarito Sileri - tre mesi per riprogrammare i vaccini, ma è verosimile che un certo grado di protezione ci sia».

Variante Omicron, il dubbio sui tamponi antigenici

In attesa di capire quale futuro si avrà anche sul fronte delle restrizioni per evitare che la variante Omicron si diffonda e di cui Sileri ha parlato nell’intervista, da parte del sottosegretario è emerso un altro tema che dovrà essere oggetto di approfondimento. Il riferimento, in particolare, è andato al fatto che la variante Omicron sia intercettata dai tamponi molecolari, ma «non siamo certi - ha dichiarato il sottosegretario - che gli antigenici abbiano la stessa efficacia. Nel caso, sarebbe un problema».