La variante Omicron è diventata dominante negli Usa

I dati evidenziano il netto sorpasso sulla Beta

La variante Omicron è diventata dominante negli Stati Uniti. La notizia arriva da oltre oceano, con qualche giorno d’anticipo rispetto al momento in cui l’Italia avrà i suoi dati. Subito dopo, come già annunciato dal premier Mario Draghi, si andranno a definire le eventuali nuove strategie di contenimento. Scenari che dovrebbero essere chiariti tra mercoledì e giovedì.

Variante Omicron: i dati sul sequenziamento Usa

In attesa che si arrivi al giorno in cui è prevista la cabina di regia italiana, si può dare un’occhiata a quelli che al momento sono i dati sulla diffusione della Omicron negli Stati Uniti. Secondo i numeri diffusi dai Centers for Disease Control and Prevention il nuovo virus rappresenta il 73% dei casi sequenziati.

Numeri che oggi certificano il fatto che la variante Omicron ha rimpiazzato la Delta nel ruolo di variante dominante. La precedente battistrada è stimata adesso al 26,6% sul totale dei genomi virali sottoposti a sequenziamento.

Variante Omicron e Delta: come sono cambiate le cose in Usa

A chiarire la velocità con cui la situazione è stata praticamente ribaltata sono le percentuali di una settimana prima. Sette giorni fa Omicron era al 12,6% (Contro l’87% di Delta).

È passato meno di un mese da quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la B.1.1529 come "nuova variante preoccupante". Era il 26 novembre, dodici giorni dopo la prima individuazione in Sud Africa e quindici il primo isolamento in Botswana.

Quella che sarebbe ribattezzata Omicron era un ceppo del virus che aveva destato interesse per la oltre trenta mutazioni e i primi dati che suggerivano una maggiore capacità di propagazione.

La rapida diffusione della variante Omicron, così come le sue mutazioni, non devono essere fonte di allarmismo. Gli strumenti per difendersi sono sempre gli stessi rispetto ad altri ceppi del Covid: mascherina, distanziamento, igiene delle mani, vaccino. Lo stesso Draghi, nella giornata del 20 dicembre, ha sottolineato l’importanza di correre con le terze dosi.

No a super allarmismi: la strategia per fronteggiare la variante Omicron

In attesa che la scienza recuperi dati che possano offrire un quadro oggettivo della situazione, si parla anche della possibilità che la patogenicità della variante Omicron possa dare luogo a forme più lievi. Tuttavia, a fronte di una più elevata trasmissibilità potrebbe comunque esserci una diffusione tale da generare la possibilità che il virus possa andare a colpire persone che potrebbero patirne le conseguenze per quelle che sono le loro condizioni di partenza.

Sul Corriere della Sera del 21 dicembre ha parlato la professoressa Anna Teresa Palamara, responsabile del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità. «I dati a nostra disposizione - ha dichiarato - ci dicono che la variante Omicron è più trasmissibile da individuo a individuo, anche se nei Paesi in cui sta circolando le infezioni sembrano essere caratterizzate da sintomi meno severi. Se una variante più trasmissibile prende il sopravvento, l’elevato numero dei contagi può avere ripercussioni importanti sulle persone fragili e sui sistemi sanitari».

La strada per fronteggiare il problema è chiara. «Proteggersi, sempre, con costanza, senza - ha dichiarato la professoressa - oscillare tra iper-allarmismo e sottovalutazione. E poi prudenza, tanta prudenza. Vacciniamoci con la terza dose prima possibile perché è efficace anche contro Omicron».