Autore: Luca Macaluso

Salute

La curcuma fa male al fegato? Ecco la verità

La curcuma è una spezia sovente utilizzata in cucina. Ma è vero che il suo uso fa male al fegato?

La curcuma è una spezia esotica abbastanza conosciuta, della stessa famiglia dello zenzero. La sua pianta è caratterizzata da lunghe foglie e fiori bianco-rosa. Viene coltivata in India, in Asia e in Africa. Una sua caratteristica è il colore giallo della polvere, che si ottiene dal rizoma. La polvere di curcuma si utilizza per tinteggiare tessuti ma anche per dare il colore al curry, alla senape e ai formaggi. La curcuma ha preziose proprietà antiossidanti, che aiutano l’organismo a contrastare la pericolosa azione dei radicali liberi sull’invecchiamento e la moltiplicazione cellulare anomala, responsabile della comparsa di tumori.

La curcuma ha inoltre proprietà antinfiammatorie, antinfettive, antivirali, antimicrobiche, rinforza il sistema immunitario e lo rende maggiormente efficace nel contrastare l’attacco di virus e batteri tipici della stagione invernale e delle malattie da raffreddamento. La curcuma fa bene al cuore, ha proprietà trombosoppressive e cardioprotettive. Questa spezia è anche utile per i dolori causati da artrite e reumatismi.

Tutti questi benefici hanno origine dall’azione della curcumina, sostanza presente nella curcuma da cui deriva il colore tipico della spezia. La curcumina aiuta inoltre a migliorare la resistenza all’insulina per cui sostiene in caso di intolleranza al glucosio, diabete e sindrome metabolica.

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La curcuma fa male al fegato?

La curcuma fa male al fegato? No, questa credenza è sbagliata perché la curcuma ha proprietà epatoprotettive quindi fa bene al fegato. In particolare la curcuma è in grado di attenuare i danni dell’alcol sulle cellule epatiche. La curcuma ha azione stimolante della bile e protegge le cellule del fegato. L’assunzione di curcuma, abbinata a una dieta ricca di frutta e verdura, può contribuire ad alleggerire il lavoro del fegato.

Per potenziare l’assorbimento della spezia e fare bene al fegato, la curcuma andrebbe assunta in abbinamento a pietanze calde addizionate con pepe nero o alimenti contenenti quercetina come vino rosso, cipolle, mele, tè verde e frutti di bosco.

Curcuma: controindicazioni

Abbiamo capito che la curcuma in realtà fa bene al fegato. Ma la spezia ha comunque delle controindicazioni d’uso? Sì. L’uso della curcuma è particolarmente sconsigliato a chi soffre di particolari disturbi come l’occlusione delle vie biliari. Se si hanno problemi alla cistifellea la curcuma può peggiorare la situazione. Altro problema è per chi ha disturbi inerenti la coagulazione del sangue. La curcuma infatti interferisce con questa a causa delle sue proprietà anticoagulanti.

Attenzione anche ai disturbi digestivi. Per quanto la curcuma abbia capacità gastroprotettive, un suo utilizzo eccessivo può causare disordini gastrici come indigestione, nausea o diarrea. L’utilizzo della curcuma è da evitare anche per le donne in stato di gravidanza o che sono in fase di allattamento, perché può causare problemi alla gestante e al feto in via di sviluppo.