Autore: Giacomo Mazzarella

Busta paga

La busta paga voce per voce, ecco come si legge

Cosa rappresentano tutte le voci della busta paga e come la si legge.

La busta paga è il classico documento con cui il datore di lavoro eroga lo stipendio al proprio lavoratore subordinato. Si tratta del documento che viene consegnato obbligatoriamente al lavoratore dipendente ed in cui sono annotate tutte le voci attive e passive del salario di un lavoratore. La busta paga è quasi sempre mensile e dentro il documento sono riportati i soldi che il datore di lavoro eroga al lavoratore come stipendio, ed i soldi che lo stesso datore di lavoro trattiene per tasse e balzelli vari, in base a cosa viene stabilito nel contratto di lavoro.

Nonostante sia un documento di larga diffusione (lo ricevono tutti i lavoratori dipendenti), spesso la busta paga presenta voci poco chiare e la sua composizione da adito a diversi dubbi in chi la riceve. Una guida predisposta sul sito “laleggepertutti.it”, è molto dettagliata su tutte le voci che compongono la busta paga ed è un valido aiuto per chi ha difficoltà a leggere la busta paga

Busta paga, cosa riporta?

La busta paga non ha un modello unico prestabilito e questo rende ancora più complessa l’interpretazione della stessa. L’unica cosa chiara è che il netto in busta rappresenta quello che effettivamente finisce nelle tasche del lavoratore come stipendio del mese a cui la busta paga si riferisce.

Il netto in busta non è altro che ciò che esce fuori dalla sottrazione dalle competenze lorde del lavoratore, di tutte le trattenute che il datore di lavoro applica nel mese di riferimento della busta paga.

Busta paga, le voci passive

La busta paga contiene una serie di voci passive, che sono le trattenute che il datore di lavoro opera nel mese, e che determinano il passaggio dallo stipendio lordo a quello netto. Queste voci sono i contributi previdenziali, quelli assistenziali, i versamenti a particolari enti a carico del lavoratore, le imposte al netto delle detrazioni.

Queste le voci fisse, perché poi ci sono alcune trattenute variabili come possono essere il contributo al proprio sindacato, una eventuale cessione del quinto per un finanziamento e così via.

Busta paga, le voci attive

Fin qui le voci passive della busta paga. Poi naturalmente ci sono tutte le voci attive, le cosiddette competenze. In primo luogo c’è la retribuzione globale di fatto, quella stabilita dal contratto collettivo applicato al rapporto di lavoro. Quindi, la paga base, cioè il cosiddetto minimo tabellare. Si tratta dello stipendio minimo previsto dalle tabelle retributive del contratto collettivo nazionale.

Poi c’è l’elemento distinto della retribuzione e il terzo elemento, voci aggiuntive della paga base, che a volte comunque sono inglobate proprio nel minimo tabellare. Altre voci attive sono gli scatti di anzianità la retribuzione di merito, le indennità di funzione, quelle di cassa, le indennità di reperibilità, la indennità di vacanza contrattuale, la indennità di trasferta, la indennità di presenza o la indennità chilometrica.

In alcuni mesi, specie in fase di conguaglio ci possono essere altre voci attive come la retribuzione per ferie e permessi non goduti, la tredicesima, la quattordicesima. Inoltre, voce attiva è anche l’Anf, cioè gli assegni familiari. Infine, ci possono essere chiamate col segno + come possono essere il lavoro straordinario, il lavoro notturno e così via. Oltre a competenze e trattenute, le buste paga contengono pure il progressivo del Tfr maturato, al netto di eventuali acconti e anticipo ottenuti.