Autore: Redazione

Italia - Giorgio Napolitano - Mario Monti - Elezioni politiche

L’agenda di Napolitano: ecco tutte le priorità del 2013

Nell’ultimo discorso di fine anno del suo mandato presidenziale Giorgio Napolitano ha parlato alla Nazione per esprimere il suo “augurio affettuoso”, nonché quei “valori condivisi che riflettono l’interesse generale del Paese”. Il pensiero di Napolitano non è inficiato da “orientamenti di parte”, ma diretto a fare un’analisi di ciò che l’Italia ha affrontato in questo duro anno e a stilare una vera e propria agenda con tutte quelle che saranno le priorità del 2013.

Questione sociale

La posizione di Napolitano è imparziale e super partes, sia per il ruolo che il suo mandato impone, sia perché ci troviamo alla vigilia delle elezioni politiche 2013. Il primo argomento a cui fa riferimento il Presidente della Repubblica Napolitano è la realtà sociale di un Paese segnato da una dura crisi economica, che ha causato:

  • la crisi di aziende medie e grandi (che ha inciso sull’economia di un’intera regione, come in Sardegna);
  • la cancellazione di piccole imprese e posti di lavoro;
  • l’aumento della cassa integrazione e della disoccupazione;
  • l’aumento del costo dei beni primari e dei servizi essenziali (che si è tradotto nella povertà di molte famiglie, con due milioni di minori che vivono in famiglie relativamente povere, per il 70% residenti al Sud).

In quest’ultimo anno, come in altri momenti storici è emersa una vera e propria “questione sociale”, che deve essere posta al centro dell’attenzione e dell’azione pubblica, perché solo una politica che esprime e agisce in base a una “condivisione umana e morale” può comprendere le esigenze e i bisogni di un Paese. Al fine di sostenere la questione sociale bisognerà intervenire anche su:

  • diseguaglianze sociali;
  • corruzione e evasione fiscale;
  • violenza sulle donne;
  • sicurezza sui luoghi di lavoro;
  • rapporti e diritti civili (adeguamento diritto di famiglia).

Crisi e sacrifici

Napolitano ha espresso tutta la propria solidarietà rispetto all’Italia, dove il peso delle imposte ha gravato pesantemente sul tessuto sociale, corrodendo la stessa coesione. Molte persone non riescono a vivere con la pensione minima e molte altre presentano serie e gravi difficoltà a causa dei sacrifici sostenuti per sanare il debito, i cui interessi costano più di 85 miliardi di euro all’anno. Una cifra che nel prossimo biennio deve diminuire per dare sollievo alle tasche degli italiani, perché questo stato di cose, come ammette lo stesso Napolitano, non ha fatto altro che contribuire alla recessione.

L’auspicio per il 2013 è quello di giungere a un pareggio tra entrate e spese dello Stato per far ripartire l’economia e renderla competitiva, soprattutto nel Mezzogiorno, spesso dimenticato nell’agenda politica dei partiti. Lo sviluppo del lavoro e la giustizia sociale sono altrettante priorità da perseguire.

L’Europa

Uscire dalla crisi e della recessione è possibile solo in e grazie all’Europa, grazie a proposte credibili e alla condivisione di un’ottica di integrazione, solidarietà e corresponsabilità. D’altra parte, secondo Napolitano, l’Italia non può esimersi dalle sue responsabilità nei confronti dell’Europa, comparendo tra i paesi fondatori. Non può essere un esecutore passivo, ma deve e può agire per essere protagonista del mondo in continua evoluzione, in un futuro europeo caratterizzato da “integrazione e democrazia federale”.

Fiducia e giovani

Una priorità irrinunciabile è quella di restituire fiducia ai giovani e liberarli dal groviglio di insicurezza che gli impedisce di camminare sulle proprie gambe. Dare fiducia non vuol dire sdrammatizzare o ridimensionare le difficoltà della realtà economica e sociale, ma cercare di guardarvi con intelligenza, determinazione e coraggio.

La loro indignazione e la loro disillusione nei confronti dei partiti e dei governi degli ultimi decenni da un lato è lecita, dall’altra non deve spegnere la voglia di reagire e partecipare. Tuttavia, i giovani devono tornare a sperare grazie a nuove opportunità, che non seguano “canali personalistici e clientelari”, ma diano concretezza alle esigenze del Paese, sfruttando l’enorme capitale umano disponibile, perché l’Italia non può ripartire se non dall’economia.

A tal fine, è importante ancora una volta soffermarsi sul Mezzogiorno grazie a politiche pubbliche di formazione e istruzione che possano finalmente liberarlo dalla logica dell’assistenzialismo.

Elezioni politiche 2013 e Monti

In occasione delle imminenti elezioni Napolitano ha dichiarato che è “giusto guardare all’Italia che vorremmo nella pienezza dei suoi valori civili e culturali”. L’Italia che uscirà da questa competizione elettorale dovrà essere un’Italia che abbraccia una visione unitaria e che si mostri come un paese “solidale, aperto e inclusivo” con “attenzione consapevole e non formale alle realtà e alle attese sociali e civili".

L’agenda politica del prossimo governo dovrà contemplare riforme dell’ordinamento costituzionale e della giustizia, muovendo da “ricerca di intese” e “sforzi convergenti” in Parlamento, piuttosto che da “contrapposizioni distruttive e reciproche invettive”.

La politica non deve ridursi “a conflitto cieco o mera contesa per il potere, senza rispetto per il bene comune e senza qualità morale”, ma deve “dare prestigio e incisività alla rappresentanza parlamentare”. A tal fine Napolitano cita Croce: “Senza politica, nessun proposito, per nobile che sia, giunge alla sua pratica attuazione”. Le prossime elezioni saranno un momento di vera politica per decidere del futuro di un Paese in affanno che vuole e merita di tornare a respirare un’aria fresca di rinnovamento e opportunità.

Napolitano ha infine definito la scelta di Monti di porsi a capo della coalizione centrista una “libera scelta di iniziativa programmatica e di impegno politico” per dare voce a “una nuova entità politico-elettorale, che prenderà parte alla competizione al pari degli altri schieramenti”.

Il Presidente della Repubblica ha anche rivolto un pensiero a Rita Levi Montalcini, scomparsa qualche giorno fa, e distintasi in vita per il suo immenso contributo “per la causa della scienza, dell’affermazione delle donne, della libertà e della democrazia”.

Guarda la versione integrale del messaggio di fine anno del Presidente Giorgio Napolitano