Autore: Redazione

Matteo Renzi - Europa (UE) - IMU - IVA - Accise - Tasi

L’UE chiede aumento di IVA, IMU e accise. Ecco le 8 raccomandazioni all’Italia

Dopo l’entusiasmo per la vittoria del PD alle europee, il Governo deve affrontare le raccomandazioni dell’UE, che secondo Renzi rappresentano un «segnale di fiducia», nonostante il nostro Paese debba accelerare sulle riforme per dimostrare che l’Italia sta cambiando verso.

E’ proprio la Commissione europea a chiedere degli "sforzi aggiuntivi” per “rispettare i requisiti del Patto di stabilità e crescita”, senza dare indicazioni relative ai tempi e alle misure nello specifico, ma lasciando intuire che non ci sono le giuste premesse per riuscire a ridurre il debito:

"Il raggiungimento degli obiettivi di bilancio (..) non è totalmente suffragato da misure sufficientemente dettagliate, soprattutto a partire dal 2015”.

Il rinvio del pareggio di bilancio è evidentemente una buona notizia, ma l’UE chiede di non abbassare la guardia e chiede altri sacrifici all’Italia, ovvero altri sacrifici ai contribuenti.

Aumento IVA, IMU, accise

Secondo l’UE le previsioni di Renzi sono “ottimistiche” e le coperture “vaghe”. La Commissione chiede una manovra correttiva dei conti pubblici per il 2014, nella misura dello 0,6% del PIL e per il valore di circa 9,5 miliardi di euro. Questa cifra rappresenterebbe lo scostamento tra le correzioni chieste dall’UE (0,7%) e quelle effettuate dal DEF a marzo (0,1%), con lo scopo di tener sotto controllo il debito pubblico.

Pronunciatasi anche sul bonus degli 80 euro, l’UE invita l’Italia a

"valutare l’efficacia della recente riduzione del cuneo fiscale assicurandone il finanziamento per il 2015".

In altri termini la Legge di Stabilità 2015 dovrà assicurare le coperture per rendere strutturale l’intervento e il Fisco dovrà

"trasferire ulteriormente il carico fiscale dai fattori produttivi ai consumi, ai beni immobili e all’ambiente”.

Che significa? Ridurre il cuneo fiscale mediante l’aumento di IVA, IMU, Tasi, accise sui carburanti.

Sul fronte lavoro l’UE raccomanda un uso più razionale della CIG per favorire un sistema di tutela universale dei disoccupati e suggerisce di continuare la lotta contro il lavoro nero e l’economia sommersa.

Le 8 raccomandazioni all’Italia

Di seguito riassumiamo nei punti principali le 8 raccomandazioni all’Italia da parte dell’UE:

  • rafforzare le misure di bilancio per il 2014 e per il 2015 garantire il rispetto del requisito di riduzione del debito; continuare con il piano delle privatizzazioni; migliorare l’efficienza della spesa pubblica a tutti i livelli di governo, preservando quella volta a promuovere la crescita, ossia la spesa in ricerca e sviluppo, innovazione, istruzione e progetti di infrastrutture essenziali;
  • trasferire ulteriormente il carico fiscale dai fattori produttivi ai consumi, ai beni
    immobili e all’ambiente, nel rispetto degli obiettivi di bilancio; assicurare il rifinanziamento del cuneo fiscale per il 2015; riesaminare la portata delle agevolazioni fiscali dirette e allargare la base imponibile; vagliare l’adeguamento delle accise sul diesel a quelle sulla benzina e la loro indicizzazione legata all’inflazione, eliminando le
    sovvenzioni dannose per l’ambiente; attuare la legge delega di riforma fiscale entro
    marzo 2015, in particolare approvando i decreti che riformano il sistema catastale
    onde garantire l’efficacia della riforma sulla tassazione dei beni immobili; adottare misure aggiuntive per contrastare l’economia sommersa e il lavoro irregolare;
  • garantire una migliore gestione dei fondi dell’UE con un’azione risoluta di miglioramento della capacità di amministrazione, della trasparenza, della valutazione
    e del controllo di qualità a livello regionale, specialmente nelle regioni del Sud; potenziare l’efficacia delle misure anticorruzione;
  • rafforzare la capacità delle banche di resistere agli urti (resilienza), garantendone la capacità di gestire e liquidare le attività deteriorate per rinvigorire l’erogazione di prestiti all’economia reale; promuovere l’accesso delle imprese, soprattutto di quelle di piccole e medie dimensioni, ai finanziamenti non bancari;
  • valutare entro la fine del 2014 gli effetti delle riforme del mercato del lavoro, valutare entro la fine del 2014 gli effetti delle riforme del mercato del lavoro; adoperarsi per una piena tutela sociale dei disoccupati, limitando tuttavia l’uso della cassa integrazione; rafforzare il legame tra le politiche del mercato del lavoro attive e passive e potenziare il coordinamento e l’efficienza dei servizi pubblici per l’impiego in tutto il paese; aumentare il tasso di occupazione femminile; esigere un impegno più forte da parte del settore privato a offrire apprendistati e tirocini di qualità entro la fine del
    2014, in conformità agli obiettivi della garanzia per i giovani;
  • rendere operativo il sistema nazionale per la valutazione degli istituti scolastici per
    migliorare i risultati della scuola e ridurre i tassi di abbandono scolastico; accrescere l’apprendimento basato sul lavoro negli istituti per l’istruzione e la formazione professionale del ciclo secondario superiore e rafforzare l’orientamento professione nel ciclo terziario;
  • promuovere l’apertura del mercato e rimuovere gli ostacoli rimanenti e le
    restrizioni alla concorrenza nei settori dei servizi professionali e dei servizi pubblici
    locali
    , delle assicurazioni, della distribuzione dei carburanti, del commercio al dettaglio e dei servizi postali;
  • garantire la pronta e piena operatività dell’Autorità di regolazione dei trasporti entro settembre 2014; approvare l’elenco delle infrastrutture strategiche del settore
    energetico e potenziare la gestione portuale e i collegamenti tra i porti e l’entroterra.