Italia a un passo dalla deflazione: che cos’è e che cosa rischiamo

Deflazione in Italia? Il pericolo è sempre più concreto, e ce lo dicono i dati sui prezzi diffusi proprio ieri dall’Istat. Ma che cos’è la deflazione, e che cosa rischiamo adesso?

Deflazione in Italia: non è la prima volta che riscontriamo preoccupanti segnali da questo punto di vista, e ormai l’allarme sembra sempre più concreto: a dirlo, stavolta, è proprio l’Istat, che giusto ieri ha reso noto il suo bilancio definitivo sui prezzi in Italia durante l’ultimo anno. E ciò che ne è venuto fuori è un quadro a dir poco inquietante.

I dati sui prezzi in Italia

I numeri, infatti, non lasciano molto adito a dubbi: in un solo anno l’inflazione nel nostro Paese si è ridotta di ben due volte e mezzo: il tasso del 2013 è infatti all’1,2 per cento, con il valore più basso registrato dal 2009. Un dato che ha sorpreso i più, soprattutto se consideriamo che siamo davanti a un calo particolarmente brusco rispetto al 3 per cento con il quale avevamo chiuso il 2012. Insomma, le famiglie nel corso del 2013 hanno smesso di spendere e la crisi si è riversata tutti sui prezzi, al punto che persino il temuto e contestato aumento Iva ha avuto un effetto tutto sommato modesto.

Tutti i settori in crisi: si salvano solo l’alimentare e l’istruzione

Andando a esaminare i dati Istat nello specifico, quello che emerge è una situazione nella quale, con tutta evidenza, spicca il malessere delle famiglie italiane, costrette a sempre più importanti tagli di spesa. Particolarmente colpito il settore dell’energia (lo scorso anno benzina e diesel sono calate rispettivamente dell’1,7 e del 2,1 per cento), ma è difficile trovare un comparto che sia stato immune dai decrementi. Praticamente si salvano solo l’alimentare (+2,4 per cento) e l’istruzione (+2,6 per cento).

Livorno, Venezia, Treviso e Palermo ufficialmente in deflazione

Che l’allarme deflazione non sia pura propaganda lo possiamo registrare in ben 4 città italiane, dove i prezzi sono scesi, anche se di poco, addirittura sotto lo zero. E’ il caso di Livorno (-0,2 per cento), Venezia, Treviso e Palermo (per tutte e tre -0,1 per cento). Non siamo quindi più di fronte a un mero allarme, ma a una realtà concreta.

Il pericolo Giapponese dietro l’angolo?

Bankitalia ha comunque tenuto a rassicurare che le cose a dicembre dovrebbero migliorare (con l’inflazione nuovamente in crescita), ma la nostra situazione preoccupa proprio perché ricorda troppo da vicino gli spaventosi echi del “ventennio perduto” giapponese, quando il crollo della domanda interna nipponica portò alla caduta del Pil e alla conseguente esplosione del debito pubblico. E se dalla palude deflazionista il Giappone sembra riuscire ad affrancarsi solo quest’anno, grazie anche alle politiche fortemente espansive del premier Shinzo Abe, da più parti emerge il concreto timore che il nostro Paese non sarebbe minimamente in grado di invertire una spirale negativa di questo tipo, soprattutto se consideriamo l’imperitura tendenza degli ultimi esecutivi a soggiacere a qualsiasi tipo di diktat teutonico-europeo.