Ipotesi obbligo vaccino per i docenti e terza dose per i giovani, il punto di Guido Rasi

Ipotesi obbligo vaccino per i docenti e terza dose per i giovani, il punto di Guido Rasi

Il professor Guido Rasi, ex direttore dell’Ema e consigliere del commissario Figliuolo, ha parlato in un’intervista a Il Messaggero

La situazione Covid in Italia è ancora sotto controllo, ma non bisogna abbassare la guardia. Lo si evince anche dalle parole di diversi esperti. Su Il Messaggero del 2 novembre ci sono, in particolare, dichiarazioni significative del professor Guido Rasi.

L’ex direttore dell’Ema (Agenzia europea del Farmaco) e consulente del commissario Figliuolo ha parlato dell’eventualità di un obbligo vaccinale per chi lavora a contatto con il pubblico, come i docenti, se la situazione lo richiedesse e di quali siano le prospettive relativamente ad una possibile terza dose per chi non rientra nelle categorie per le quali è già stata disposta la somministrazione di una inoculazione a seguito del completamento del primo ciclo vaccinale.

Situazione Covid in Italia, Rasi: «Equilibrio fragilissimo»

A fronte di quello che negli ultimi giorni è stato un aumento dei contagi, Rasi alla domanda se la cosa lo preoccupa ha risposto: «Un po’ si». Un pensiero chiarito sottolineando come oggi si faccia i conti con un un «equilibrio fragilissimo» che necessita di un «monitoraggio molto stretto».

Un punto della situazione fatto sottolineando come al momento la situazione Covid in Italia registri una crescita di nuovi casi e ricoveri inferiore rispetto a quella di altre realtà.

«Abbiamo - ha aggiunto - una situazione migliore abbiamo forse la migliore performance in termini di vaccinazione. Se ci comportiamo bene, se continuiamo con il Green pass, se continuiamo con la mascherina, allora lo manteniamo questo equilibrio. Però è fragile».

Ipotesi obbligo vaccinale per insegnanti

Risulta al momento chiaro che sette milioni di italiani non vaccinati rappresentano un potenziale rischio a livello epidemiologico. Secondo Rasi la strada per aumentare il numero degli immunizzati sarebbe «estendere l’obbligatorietà a tutte le persone che sono esposte al pubblico».

Rasi chiamato a rispondere se nel novero debbano esserci anche i docenti, ha replicato: «Sì, anche gli insegnanti se i numeri, nelle prossime settimane, dovessero dirci che è necessario».

Il professore ha sottolineato come sarà necessario fare una «valutazione attenta e ponderata» con una decisione che non può essere presa «sulla base dell’andamento dei contagi settimanali». Parole da cui si può intendere la necessità un’analisi della situazione più ampia.

Terza dose per i giovani, si decide a inizio 2022?

Sulla questione terza dose Rasi ha sottolineato come, a sei mesi dalla seconda, la protezione subisce una discesa. Un calo che riguarda la trasmissione virale e dunque il mancato blocco della circolazione, a differenza della protezione da malattia grave, ricovero e morte che dura di più.

Tuttavia, pur considerando questi elementi Rasi ha messo in evidenza come l’ipotesi di una terza dose anche per i giovani sarà valutata solo ed esclusivamente sulla base dei dati scientifici.

«Se avremo - ha spiegato il professore - la conferma che in tutte le classi d’età, dopo sei mesi, la protezione diminuisce, allora si proseguirà con le terze dosi a tutti, ma se ne parlerà a gennaio».

Scadenza indicata sottolineando come, eventualmente, per il range anagrafico 50-59 si potrebbe decidere il da farsi tra qualche settimana quando si sarà somministrato un alto numero di terze dosi ai più anziani, fascia quest’ultima per la quale sulla base dei dati è già stato determinato un calo della protezione.