Incendi Aspromonte, situazione difficile: morti, distruzione e si chiedono interventi straordinari

Brucia uno dei parchi più belli d’Italia, situazione emergenziale con immagini apocalittiche.

Proseguono le giornate nere sul fronte incendi in Italia. Bruciano i polmoni verdi del Mezzogiorno con ettari di foreste che vengono distrette da fiamme che, inesorabili, seminano danni, distruzione e in qualche caso morte. E ogni giorno si ha a che fare quasi con un bollettino che racconta il dramma di intere popolazioni.

Incendi in Aspromonte, ancora vittime

Situazione emergenziale soprattutto in Calabra ed in particolare in Aspromonte. La Regione ha chiesto lo stato di emergenza, dopo che si sono registrate altre due vittime. A morire un uomo di 77 anni che aveva provato, in qualche modo, a proteggere il luogo dove c’erano i suoi animali a Grotteria, ma il tentativo gli è stato fatale.

Circostanze analoghe per un settantanovenne di Cardeto, che inizialmente era stato dato per disperso e di cui poi è stato trovato il corpo. Ed è al momento terrificante la situazione che riguarda il territorio aspromontano, la montagna della città Metropolitana di Reggio Calabria.

Quasi tutti i fronti del’Aspromonte interessati

La situazione degli incendi in Aspromonte preoccupa e non poco. La città metropolitana di Reggio Calabria si affaccia nel Mediterraneo facendosi bagnare dalle acque tirrenniche acque dello Stretto, oltrepassato il quale si è nello Jonio.

Le montagne dominano le aree costiere praticamente su ogni fronte. Scenari paesaggistici mozzafiato che oggi, soprattutto di notte, sono sguarciati da macchie rosse impressionanti. E le fiamme ad oggi hanno riguardato sia il versante jonico, le aree più interne e persino le colline che dominano la città capoluogo.

Incendi in Aspromonte, danni naturali enormi

Danni umani e materiali in questi giorni infernali. Nella giornata di mercoledì il Parco Nazionale d’Aspromonte annunciava come avesse «bruciato uno dei boschi di pino calabro più importanti e secolari, il bosco di Acatti». Nella mattina di giovedì sempre l’ente ha riferito come, al momento, e quasi miracolosamente risultano non interessate dalle fimame le Faggette Vetuste, patrimonio Unesco.

Circondate dai roghi, si prega adesso che le cose non peggiorino. Le comunicazioni ufficiali del Parco rivelano, inoltre, che la situazione continua ad essere difficile in quasi tutte le zone con incendi sullo Zomaro, sulle montagne di Mammola, nell’Area Grecanica fino a Polsi.

Il Sindaco di Reggio Calabria manda un messaggio a Draghi

«Stiamo perdendo - ha scritto il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà - la nostra storia, sta andando in cenere la nostra identità, sta bruciando la nostra anima nel silenzio generale».

«La priorità - ha proseguito - oggi è spegnere questo inferno. Ma da domani qualcuno dovrà spiegarci perché è mancata completamente la prevenzione, perché se c’erano le risorse disponibili non sono stati acquistati per tempo i mezzi aerei e di terra, perché ci sono responsabili che con questo disastro hanno avuto il coraggio di andarsene in ferie. Tutti perché sui quali, da domani, chiederemo risposte».

Poi, sempre su Twitter, da parte di Falcomatà è arrivato un invito verso Palazzo Chigi. “Il presidente Draghi - ha scritto Falcomatà - venga in Calabria a Ferragosto a verificare lo stato disastroso in cui versa il territorio vessato dagli incendi. Il fronte del fuoco non è ancora sotto controllo, montagne e colline continuano a bruciare. Servono provvedimenti straordinari”.