In Piemonte sospesi i ricoveri non urgenti per fare spazio ai pazienti Covid

In Piemonte sospesi i ricoveri non urgenti per fare spazio ai pazienti Covid

In Piemonte i casi di Coronavirus stanno aumentando e proprio per questo si è deciso di sospenderei ricoveri e le visite no Covid se non sono urgenti.

La siuazione sanitaria in Piemonte sta peggiorando giorno dopo giorno. Per far fronte a questo problema, l’Unità di crisi della Regione Piemonte ha deciso di sospendere in via temporanea i ricoveri che non riguardano pazienti affetti da Covid. Chiaramente la sospensione decisa nella giornata di ieri, mercoledì 10 marzo, interesserà solo visite e ricoveri non urgenti. La scelta è stata presa alla luce della necessità di garantire un numero maggiore di posti letto ai pazienti Covid.

Covid: in Piemonte sospese visite e ricoveri non urgenti

Il Piemonte ha preso la decisione di sospendere temporaneamente visite e ricoveri non urgenti. Verranno garantiti i ricoveri urgenti, i ricoveri oncologici e quelli di fascia «A» (ossia da effettuare entro 30 giorni). La disposizione è riferita a tutte le aziende sanitarie della Regione e ha lo scopo di riservare un numero sufficiente di posti letto per le persone che lottano contro il Covid-19.

La volontà è quella di incrementare i posti letto Covid facendoli passare dall’attuale 20% (circa 2.200 posti letto) al 40% (circa 4.400 posti letto). La terapia intensiva e i reparti ordinari degli ospedali del Piemonte sono infatti in grande affanno, tanto che a breve dovrebbe riaprire l’ospedale covid al Valentino. Tutto questo è legato al fatto che la soglia critica è ormai stata superata e di conseguenza le autorità sanitarie regionali non vogliono farsi trovare impreparate a una nuova ondata di contagi.

L’ultimo bollettino riguardante i contagi di Coronavirus in Piemonte ha mostrato un incremento di 116 persone ricoverate. 16 di queste sono in terapia intensiva e le altre 100 sono state ricoverate in altri reparti ospedalieri. Il totale delle persone in terapia intensiva è di 244, le ospedalizzazioni totali sono 2.532.

Emilpaolo Manno, coordinatore dell’area sanitaria dell’Unità di Crisi, ha spiegato che «Per quanto riguarda le terapie intensive, si è arrivati a un tasso di occupazione del 36%. Per questo, il Dirmei ha chiesto alle Aziende sanitarie di incrementare di almeno il 20% i posti letto di terapia intensiva dedicati ai pazienti Covid».

«La necessità di allentare la pressione sulla rete ospedaliera costringe il Dirmei a prendere nuovi provvedimenti, nella corretta applicazione del piano pandemico», ha aggiunto poi il coordinatore. L’uomo però ha poi voluto immediatamente tranquillizzare i piemontesi facendogli sapere che ci sono ancora dei grandi margini di manovra e che quindi non ci si deve allarmare troppo.

«Non vuol dire che siamo in affanno, visto che abbiamo ancora ampi margini di manovra sulla riorganizzazione delle nostre strutture in caso di peggioramento della situazione, ma occorre agire in considerazione dell’evolversi dell’epidemia. Quanto alle prestazioni ordinarie procrastinate, queste verranno riprogrammate appena possibile e in ogni caso le urgenze, le patologie oncologiche e i percorsi nascita saranno tutelati come sempre. Inoltre, abbiamo raccomandato alle aziende che si cerchi il più possibile di sviluppare la gestione dei pazienti Covid a domicilio», ha concluso Emilpaolo Manno.