Imu, una battaglia senza sconti

Imu sì, Imu no: questo il dilemma che negli ultimi giorni sta tenendo banco nel dibattito politico. Chi vuole la sua completa eliminazione e chi vuole che sia pagata anche la seconda rata.

Oggi arriva l’allarme dell’Anci, secondo cui il mancato gettito della prima rata può portare al mancato pagamento degli stipendi pubblici. “Se entro domenica non saranno trasferiti dal governo i 2,4 miliardi che coprono la cancellazione della prima rata dell’Imu, i comuni non saranno in grado di pagare gli stipendi ai dipendenti”, dichiara il presidente dell’Anci, Piero Fassino. Per il sindaco di Torino, sono molti i comuni che potrebbero correre questo rischio. “Allo stato attuale dei fatti - spiega Fassino alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera - la prima rata promessa in questi giorni non è ancora stata trasferita ”. Così per il governo di Enrico Letta arriva un’altra tegola. Di ieri l’avvertimento di Silvio Berlusconi, che all’inaugurazione della nuova sede di Forza Italia ha ricordato che il suo partito continuerà a sostenere il governo solo se manterrà la parola su Imu e Iva. Gli fa eco il sottosegretario Sviluppo Economico, Simona Vicari anch’ella del Pdl, che ad Omnibus spiega la linea berlusconiana. “Una politica della crescita non passa attraverso l’aumento dell’Iva - dice - e io credo che questa questione stia diventando un fatto politico e non di merito”. “Confido -conclude- che nei prossimi giorni si trovino le coperture idonee, perché se questo non dovesse avvenire il nostro partito può valutare di staccare la spina”.

Così dopo preoccupazione del commissario agli Affari Economici Olli Rehn, oggi sono i Comuni ad esprimere ulteriori preoccupazioni. Se da un lato c’è soddisfazione per la sospensione della prima rata, dall’altro c’è la paura che le risorse possano venire meno. Ma Fassino ne ha anche per il Patto di Stabilità, che ha causato molti disagi alla collettività. “Non si può continuare sulla strada costante della riduzione delle risorse", rincara la dose. «Al di sotto di quello erogato nel 2013 non siamo in condizione di garantire ciò che abbiamo garantito finora». "Dal 2014 - conclude - bisogna aprire una fase nuova nel rapporto finanziario con i comuni. Non è possibile mantenere l’attuale configurazione del patto di stabilità