Autore: Giacomo Mazzarella

IMU

Imu e casa in eredità, chi e come si paga?

Come funziona il pagamento dell’Imu in caso di decesso dell’intestatario dell’immobile e come si calcola per gli eredi

Quando il proprietario di un immobile muore, la casa passa agli eredi, per testamento, successione e così via. Sugli immobili si paga l’Imu. L’Imposta Municipale Unica grava anche e soprattutto sulle seconde case (sulle prime solo se queste sono di lusso).

Nel caso di decesso di una persona che è intestataria di un immobile, anche l’Imu oltre che la proprietà dell’immobile passa agli eredi. Anzi, a volte un immobile su cui l’Imu non era dovuta perché abitazione principale del vecchio proprietario ormai deceduto, passando agli eredi diventa seconda casa e quindi rientra nel perimetro di applicazione del balzello.
Ma come funzione tutto questo e cosa devono sapere gli eredi? Ecco una dettagliata guida a queste tipologie di situazione.

Imu casa ereditata, come si paga?

In linea di massima, al decesso di un proprietario di un immobile, se in vita resta il coniuge con diritto di abitazione della casa, il soggetto passivo ai fini dell’Imposta Municipale Unica diventa il coniuge stesso. Quindi, se sulla casa, essendo abitazione principale, l’Imu non era dovuta, essa continuerà ad esserlo anche per il coniuge superstite. Diverso è il caso in cui il deceduto non lasci coniuge vivente.

In questo caso la casa passa in eredità a figli o altri parenti in base alla situazione familiare del deceduto. In pratica, la casa passa agli eredi che diventano in solido e pro quota, soggetti passavi ai fini Imu.

Se il deceduto ha lasciato testamento e la casa finisce ad uno specifico erede dell’asse ereditario, il soggetto passivo Imu diventa quest’ultimo. Nel caso in cui non ci siano lasciti testamentari e si debba procedere per legge e quindi con la successione, si parla di pluralità di eredi. Fino alla divisione del bene ereditato e quindi dell’assegnazione della casa ad un unico erede, tutti i componenti del cosiddetto asse ereditario del deceduto sono co-obbligati a pagare la loro quota spettante di Imu.

Il versamento dell’Imu, come fare?

Con il diritto di abitazione in capo al coniuge superstite, che ricordiamo, vale solo per la prima casa, dal momento che è vita natural durante, fino al successivo decesso di quest’ultimo, il problema Imu non si manifesta anche perché gli altri eredi non sono nella piena disponibilità dell’immobile pur essendo eredi materialmente dell’immobile e già intestatari per la loro quota al catasto, dopo successione e relative volture.

La casa su cui c’è il diritto di abitazione del coniuge superstite non può essere venduta, ceduta o alienata. E gli eredi non pagano l’Imu sia nel caso in cui l’immobile continui ad essere esente perché vi risiede il coniuge superstite, che nel caso in cui il coniuge superstite cambi casa. Infatti ai fini Imu resta sempre soggetto passivo il coniuge superstite il cui diritto di abitazione non viene meno nonostante abbia deciso autonomamente di lasciare la casa e trasferirsi in altra abitazione.

Sulle seconde case del defunto invece, non c’è diritto di abitazione e quindi, l’eventuale Imu dovuta ricade anche sugli altri eredi oltre al coniuge superstite. In assenza del coniuge superstite, perché a sua volta deceduto o perché divorziato precedentemente, anche la casa una volta esente perché abitazione principale del defunto rientra tra quelle assoggettate ad Imu e per questo, gli eredi dovranno pagare l’imposta. In materia di Imu per gli eredi, ognuno paga per la propria quota di Imu spettante al Comune dove l’immobile è situato.

Per esempio, una casa del padre vedovo, una volta deceduto, passa per successione ai suoi 4 figli in misura pari ad 1/4 ciascuno. Per ogni figlio la quota di Imu da versare sarà pari proprio ad 1/4 dell’Imu dovuta. Sull’Imu non c’è solidarietà di responsabilità tra gli eredi perché ognuno paga per conto suo e risponde per il suo pagamento e non per eventuali omissioni di versamento da parte degli altri, che restano responsabili singolarmente.

Infine va ricordato che alla stregua del diritto di abitazione del coniuge superstite, se gli eredi decidessero di assegnare solo ad uno di essi il diritto di abitazione e questi trasferisse la sua residenza e il suo effettivo domicilio in quell’immobile, quest’ultimo diventerebbe esente da Imu e l’erede prescelto diventerebbe soggetto passivo ai fini Imu a prescindere dalla modalità con cui gli eredi abbiano deciso agire, se in affitto o in comodato d’uso gratuito.