Autore: Liliana Terlizzi

Coronavirus

Il virologo Palù a L’aria che tira: «Il Coronavirus è nato in laboratorio?», condannati a non sapere

Ancora dubbi sul Covid-19, Giorgio Palù a L’aria che tira: «Coronavirus nato in laboratorio?»

Il virologo Giorgio Palù è stato ospite nella trasmissione di Myrta Merlino a L’Aria che Tira su La 7. Parlando del Covid, l’esperto ha affermato: «Non possiamo dire con certezza, anche per una scarsa collaborazione con i virologi cinesi e con le autorità di Wuhan, se il virus sia naturale. Sicuramente la sua origine è il pipistrello, perché il genoma è identico al 96% a un isolato che si chiama RaTG13, che è un coronavirus endogeno del pipistrello a ferro di cavallo». Però poi ha aggiunto: «Tuttavia non sappiamo se è stato manipolato in un laboratorio dove si studiano questi virus da più di dieci anni. La verità è che forse non lo sapremo mai».

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Le dichiarazioni di Matteo Salvini sull’origine del virus cinese

Secondo il virologo, è abbastanza difficile che il SARS-COV-2 sia passato direttamente dal pipistrello all’uomo. Anche Matteo Salvini ne è convinto, più volte ha espresso il suo pensiero su come sia nato il nuovo virus. Durante l’intervento del 16 dicembre al Senato, il ministro ha detto: "Il coronavirus è nato in un laboratorio cinese finanziato da alcune multinazionali senza nessun tipo di controllo".

La Merlino ha poi chiesto dei chiarimenti al virologo in merito al rischio di una risalita dei contagi con il vaccino, questo è un dubbio che ha espresso l’epidemiologa Stefania Salmaso. Palù ha confermato: «Ha detto una cosa giusta, la dottoressa fa parte di commissione di sorveglianza che noi dell’Aifa abbiamo fortemente voluto per verificare l’efficacia, gli effetti indesiderati e i risultati del vaccino. Non potremo vaccinare tutta popolazione, per ottenere l’immunità di gregge, dovremmo vaccinare il 75% della popolazione e non credo che ci riusciremo, per questo la Salmaso ha messo in guardia. Per ora, posso dire che il Ministero ha ipotecato tutti i vaccini, vaccineremo prima 1 milione e mezzo di italiani, le persone fragili, i medici, gli operatori sanitari e chi ha il dovere etico e deontologico di vaccinarsi. E voglio dire anche che i primi a essere vaccinati devono essere gli anziani trascurati finora. L’efficacia è superiore al 95% anche in soggetti con co-morbosità e negli over 65. Ci saranno diverse fasi fino a settembre. Ma ricordo che l’immunità diventa effettiva dopo la seconda dose, il cd. “richiamo”, per questo è importante non abbandonare le misure di sicurezza. La risposta immunitaria si attiva con la risposta cellulare e un aumento degli anticorpi».

Vaccino anti-covid: la fiducia richiesta dal presidente dell’Aifa

Il presidente dell’Aifa ha poi spazzato via ogni dubbio sulla sicurezza del vaccino anti-Covid spiegando che grazie ai dati scientifici, i vaccini sono sicuri. Ha invitato poi gli italiani a farlo poiché il vaccino non solo previene l’infezione ma anche la malattia. «Il vaccino salva l’umanità. Abbiate fiducia nelle istituzioni occidentali! E sgombero il campo da una notizia falsa: nel vaccino ci sono gli RNA non altera il genoma, può avere un effetto infiammatorio, ma a livello locale, come tutti quelli che si possono leggere in un bugiardino dell’aspirina. Dobbiamo avere fiducia». Leggi anche: COVID-19, importante scoperta: ecco i 5 geni legati alle infezioni più gravi