Autore: B.A

Coronavirus

Il trasporto pubblico ai tempi del Covid, cosa cambia a settembre

Come si viaggerà a settembre con la piena ripresa elle attività lavorative e delle scuole.

Continuano a salire i casi di nuovi positivi al Covid-19 in Italia e per questo continuano a essere in vigore le regole anti contagio. Quindi, mascherine nei luoghi chiusi, ingressi contingentati nei negozi, mascherine all’aperto se non è possibile il distanzianento sociale e divieto di assembramento.

L’aumento dei casi, anche se pare sotto controllo, dal momento che il sistema sanitario adesso sembra più pronto, a partire dai test, tamponi e ricostruzione dei contatti dei positivi, resta preoccupante.

Se l’estate è il periodo della movida, delle feste e delle spiagge affollate, da settembre ritornano le attività lavorative a pieno regime e ritorna la scuola. E con essi torna l’affollamento dei mezzi di trasporto pubblico, treno, metropolitana, bus e così via. Ma come si viaggerà a settembre nei mezzi di trasporto pubblico? Ecco le ultime indiscrezioni.

Capienza massima e distanze

In tema di mobilità e trasporti pubblici sono numerose le indicazioni che arrivano in vista della vera ripartenza Italia, quella di settembre quando la maggioranza degli italiani tornerà al lavoro e quando si riapriranno scuole e Università. Innanzi tutto pare che potrebbe cambiare la capienza massima consentita. Poi ci sono i separatori, magari quelli usa e getta , il sistema mobility manager e così via.

Le mascherine andranno indossate sempre a regola d’arte, coprendo naso e bocca per tutta la durata del tragitto. Sui mezzi ci saranno distributori di gel igienizzanti. Partendo dagli scuolabus, tutti i mezzi di trasporto pubblico saranno toccati da queste misure di sicurezza a prevenzione del contagio da coronavirus.

Comitato tecnico scientifico e Governo stanno mettendo a punto le nuove prescrizioni che non potranno prescindere dal distanziamento sociale e quindi dalla capienza massima consentita su tutti i mezzi. Già oggi c’è fissato il limite del 50/60% della capienza, in genere, un posto si ed uno no. Cosa significa tutto ciò? Significa che meno posti ci sono, più mezzi devono circolare, per garantire il trasporto a tutti.

Quindi, dove bastava un bus, un treno, una corsa in metro e uno scuolabus, adesso ne servono due, con ricadute ambientali evidenti, oltre che con un potenziale problema di sovraffollamento delle strade se si parla di trasporto su gomma. Nelle ultime ore pare che il Comitato Tecnico Scientifico abbia in mente di portare la capienza al 75%, proprio per limitare le problematiche prima enunciate.

Summit con le Regioni importante in materia trasporto pubblico

Molta attesa c’è intorno ai vari incontri tra governo, Cts e Regioni che gioco forza devono affrontare anche questo aspetto della mobilità pubblica. L’aumento della capienza, a maggior ragione oggi che i contagi da Covid sembrano in risalita, non può non prevedere altre misure di sicurezza e distanziamento.

Quindi ecco che si pensa a dei separatori mobili usa e getta sugli autobus per garantire il distanziamento tra i passeggeri e di ricorrere ai mobility manager in tutte le città metropolitane.

La grossa novità è questo mobility manager, una nuova figura professionale, un soggetto a cui assegnare i compiti di organizzare la mobilità nelle nostre città.