Il professor Massimo Galli verso la pensione: «Non smetterò di studiare, ho un romanzo nel cassetto»

Il direttore delle Malattie Infettive del Sacco di Milano è prossimo alla pensione

Il professor Massimo Galli, da quando è iniziata la pandemia, è uno dei medici che ha acquisito popolarità. Spesso gli è capitato di sottolineare che ne avrebbe volentieri fatto a meno. Molte trasmissioni televisive, negli ultimi mesi, lo hanno spesso invitato, in qualità di infettivologo e direttore delle Malattie Infettive del Sacco di Milano, per spiegare alla gente ciò che stava accadendo. Per molti cittadini è diventato un punto di riferimento.

Il professor Massimo Galli vicino alla pensione

A volte si è attirato qualche antipatia, ma non ha avuto alcun torto se non quello di dire ciò che le sue competenze scientifiche gli indicavano, anche se ciò in alcune circostanze lo portava a dire che il futuro immediato non era roseo come tutti speravano potesse essere.

E la realtà dei fatti dice che le sue opinioni sono state frequentemente confermate dai fatti. La sua lunga carriera è arrivata al punto in cui ad attenderlo c’è la pensione.

Un traguardo che raggiungerà il prossimo 1 novembre. Chi, però, ha dedicato la vita alle medicina non può metterla di colpo da parte. Di questo e di altre circostanze ha parlato in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera del 16 settembre.

Galli: «Non abbandono la trincea»

"Non abbandono - ha rivelato - la trincea. Noi medici, assieme ai magistrati, siamo quel genere di persone che non vorrebbero mai andare. Però a Milano si dice: «Zucche e meloni alla loro stagione». E dietro di me c’è chi merita di prendere questo posto".

Il Covid è stata l’emergenza più recente tra quelle vissute, ma il professore ha sottolineato come gli tornino in mente «tanti amici» visti morire di Aids. «Gran parte della mia vita - ha ricordato - l’ho passata a cercare una cura che frenasse quella malattia».

Galli racconta i suoi progetti futuri

Massimo Galli fa parte di quel gruppo di scienziati che spesso viene chiamato in tv per divulgare informazioni su un fenomeno epocale come è stata la pandemia ancora in corso. «Non siamo noi - ha evidenziato - a reclamare spazi». Rispetto alla possibilità che anche in futuro possa ricevere ancora inviti ha ammesso: «Spero di no, ma temo di sì».

Inevitabile volgere lo sguardo al futuro. «Non smetterò - ha rivelato - di studiare. La mia passione per la storia delle epidemie mi porterà ad approfondire un grande libro. Quel faldone che raccoglie tutti i morti di Milano dal 1452. Un territorio inesplorato da digitalizzare. E poi voglio scrivere libri: ho anche un romanzo nel cassetto».

Parole che lasciano intendere come l’appuntamento con la pensione, per il professor Galli, non metterà in discussione l’applicazione e l’amore nei confronti della disciplina a cui ha dedicato la propria vita professonale.