Autore: Giacomo Mazzarella

Scuola

Il duro lavoro degli insegnanti: ecco tutti i possibili reati sugli alunni

Quando l’insegnante può essere accusato di aver commesso un reato contro gli alunni?

Il lavoro dell’insegnante è un lavoro complicato a prescindere dalla classe in cui si insegna e quindi al grado di istruzione. Lavorare con gli alunni, dai più grandi ai più piccoli non è certo cosa semplice.

Notizie di cronaca spesso tirano in ballo insegnanti per presunti maltrattamenti ai danni dei loro alunni. E le aule dei tribunali sono piene di denunce e cause di questo genere, con le famiglie che accusano l’insegnante, o con quest’ultima che sporge querela nei confronti delle famiglie.

Un articolo pubblicato sul sito di informazione legale “laleggepertutti.it” cerca di fare luce su situazioni di questo tipo, elencando alcuni comportamenti che se adottati dall’insegnante possono prefigurare un reato. Si, perché gli insegnanti possono commettere reati nei confronti degli alunni e degli studenti in genere.

Istruzione ed educazione

Si dice che se c’è un posto che più somiglia alla famiglia questo è la scuola. Parliamo di scuola intesa come luogo di istruzione ma anche di educazione.

In questo scenario la figura dell’insegnante è assolutamente centrale perché deve essere sia un buon insegnante che un buon educatore, ma non deve esagerare nel suo ruolo. In pratica l’insegnante non deve assolutamente abusare del suo compito perché esiste il reato di abuso di mezzi di correzione o disciplina.

Come si legge sul sito prima citato, “al docente spetta il potere, ma soprattutto il compito di insegnare ed educare i ragazzi sottoposti ai suoi insegnamenti ed alla sua vigilanza”, questa la regola generale.

Ma per fare questo, l’insegnante deve usare il buon senso ovvero, nel correggere le eventuali intemperanze dello studente, soprattutto se minore, può usare i richiami, la nota disciplinare o chiamare i genitori per richiamare il ragazzo che adotta comportamenti poco corretti. Questo dal punto di vista della disciplina, perché poi c’è il lato scolastico vero e proprio, con il rendimento dello studente.

Di fronte a scadente rendimento dell’alunno, l’insegnante può decidere di assegnare allo studente un surplus di compiti. Ma in nessun caso l’insegnante può arrivare ad umiliare lo studente, che trattato così potrebbe avere contraccolpi psicologici tali da minarne lo stato di salute.

Reati e maltrattamenti

“Commette il reato di abuso di mezzi di correzione o disciplina l’insegnante che abusando del proprio ruolo e dei propri compiti assume un comportamento con lo studente tale da poter generare il pericolo di una malattia nel corpo o nella mente dell’alunno. Se la maestra di turno compie questo reato, rischia la condanna alla reclusione fino a sei mesi”, questa la regola generale.

Questo solo dal punto di vista comportamentale, perché latro reato e ben più grave si configura nel caso in cui nell’espletare il suo compito, l’insegnante usa violenza nei confronti di un suo alunno.

In questo caso il reato è quello di maltrattamenti contro familiari o conviventi, poiché nello svolgimento delle sue funzioni, l’insegnante è paragonabile ad un familiare dal momento che a lui gli alunni sono affidati.

È da due anni a sei mesi di reclusione la condanna per un insegnante che usa violenza, e quando parliamo di violenza anche le urla esagerate possono essere interpretate così in sede giudiziaria.