Autore: B.A

28
Apr

Il Veneto allenta il Dpcm di Conte, Zaia: «non siamo cavie»

Provvedimento del Governatore Zaia che allarga alcune restrizioni che il governo ha imposto col nuovo DPCM

Il governo ha lanciato la fase 2 dell’emergenza coronavirus. Lo ha fatto con un nuovo Dpcm, quello che è stato oggetto della conferenza stampa del Premier Conte domenica in prima serata. Molti avevano collegato termini fase 2 ad un ritorno alla «semi libertà», dal momento che da tempo gli italiani vivono il cosiddetto lockdown, cioè dure restrizioni agli spostamenti ed alle uscite di casa. Per non parlare delle attività lavorative, la stragrande maggioranza chiuse. Misure draconiane è dire poco, rigide restrizioni che il nuovo decreto non ha per niente allentato. Dal 4 maggio, data di entrata in vigore del Dpcm, poco cambierà, perché limitazioni alle uscite sono sempre le stesse, tranne piccole deroghe. E sono deroghe che necessitano di chiarimenti, come dimostra il fatto che sul sito di Palazzo Chigi verranno pubblicate le FAQ, cioè le domande degli utenti che chiedono spiegazioni su cosa si potrà fare e cosa resta vietato. E ci sono Regioni che si muovono da sole, con ordinanze che allentano alcune restrizioni. Il Veneto di Zaia è una di queste. 

Nuova ordinanza Veneto

Il Veneto riapre, Zaia contro Conte, il Veneto fa da solo, questi alcuni titoli dei quotidiani locali e nazionali, e di molti siti web. In Veneto, Zaia ha deciso di allargare le cose permesse dal Dpcm. Viene consentito lo spostamento individuale per attività motoria e all’aria aperta, lontano da casa come anche il nuovo Dpcm prevede. In Veneto, ok anche ad attività motoria in bicicletta e in tutto il territorio del Comune di residenza. Ordinanza al via dalle ore 18 di oggi. Vige comunque l’obbligo di evitare assembramenti, distanza sociale di un metro, mascherine e guanti. 

Altre novità del Veneto

“Bisogna aprire, non si può protrarre il sacrificio così a lungo”, questo ciò ha detto Zaia. “Non possiamo diventare un laboratorio o delle cavie, dobbiamo anche vivere. Noi non cerchiamo le prove muscolari, cerchiamo di dare un aiuto ai cittadini”, parole di un Governatore, evidentemente in disaccordo con il Dpcm. E Zaia libera gli spostamenti individuali su tutta la Regione, per recarsi alle cosiddette seconde case. Disco verde anche a chi vuole andare a fare manutenzione alle barche ormeggiate fuori dal comune dove si risiede. 
Qualcuno potrebbe accusare Zaia di mettere a rischio la salute pubblica dei cittadini, ma il governatore anche su questo è chiaro.

“Non penso sia un’azione criminale dare la possibilità ai cittadini di prendere la pizza così come si può andare in farmacia o al supermercato. Se si prosegue con questo approccio non ne veniamo fuori. Il mio è un appello a rivedere le misure, penso che la violenza non serva a nulla, ma questo è il sistema migliore per alimentare il conflitto sociale”, con queste parole Zaia ha giustificato il suo operato.

E poi la sottile polemica: “Magari non è consuetudine dappertutto, ma la gente qui vuole andare a lavorare. Capisco che qualcuno in giro è poco interessato a uscire, ma qui sosteniamo le nostre famiglie e il pil dell’Italia. Non ci si può dimenticare che la nostra recessione è la recessione dell’Italia. Cosa vuol dire che sconfino? Qui è il governo che ha sollevato le Regioni, e noi abbiamo accettato con responsabilità. Ci stanno chiamando e ci arrivano messaggi come se fosse una telescrivente, tutti dicono la stessa cosa. Posso capire che un esaltato si sia fatta un’idea funambolica di come va il mondo. Io non vedo messaggi complottisti, ma di gente che ha fatto due mesi di quarantena e adesso chiede di lavorare”.