Autore: B.A

Il Premier Conte svela il piano delle riaperture!

Nuove regole e cautela, così il governo intende proseguire.

Fase 2 si base regionale, aperture scaglionate tra attività, limitazioni differenziate in base all’età, app immuni e così via. Sul tema delle riaperture e dell’allenamento delle misure restrittive si è detto tutto e il contrario di tutto in questi giorni. E quando si parla di queste cose, l’attenzione della popolazione è massimale. I lavoratori costretto a stare a casa per il lockdown imposto ormai sono allo stremo dal punto di vista reddituale, le aziende chiuse stanno perdendo quote di mercato e i cittadini chiusi in casa sono stanchi. Ma le voci generano confusione, false illusioni e stati d’animo potenzialmente pericolosi. Ecco perché, probabilmente il Premier Conte, ha deciso di uscire pubblicamente anticipando quelli a cui il suo esecutivo sta lavorando in materia riaperture. Un lungo post su Facebook che riportiamo integralmente per fugare qualsiasi dubbio o per evitare dubbie interpretazioni.

Prima del 4 maggio si saprà

Ad oggi la dead line delle restrizioni è fissata per il 4 maggio. Questa la data di scadenza del decreto del governo che, temendo scelleratezze da parte dei cittadini, per i ponti del 25 aprile e del 1° maggio, ha deciso di imporre regole ferree fino a domenica 3 maggio. Ieri i numeri della Protezione Civile per la prima volta hanno mostrato un calo dei contagi, anche se sono numeri che vanno interpretati. Un calo numerico sul totale dei contagiati, per così dire, attivi. Ieri la somma di guariti e deceduti ha superato per la prima volta il numero dei nuovi ammalati, di coloro che si sono scoperti positivi al Covid-19 ieri. Numeri che spingono all’ottimismo, ma che non significano allentamento delle misure in anticipo. Su questo il Premier sembra sia stato abbastanza chiaro. Prima del 4 maggio se ne saprà di più, lo ha detto il Premier nel suo post.

Il post del Presidente del Consiglio

“Prima della fine di questa settimana confido di comunicarvi questo piano e di illustrarvi i dettagli di questo articolato programma per la fase 2 del Coronavirus. Una previsione ragionevole è che lo applicheremo a partire dal prossimo 4 maggio”, questo l’annuncio Facebook del Premier Conte, che poi ha proseguito in un lungo post, parlando di cittadini, imprese e lavoratori.
“Molti cittadini sono stanchi degli sforzi sin qui compiuti e vorrebbero un significativo allentamento di queste misure o, addirittura, la loro totale abolizione. Vi sono poi le esigenze delle imprese e delle attività commerciali di ripartire al più presto. Mi piacerebbe poter dire: riapriamo tutto. Subito. Ripartiamo domattina. Questo Governo ha messo al primo posto la tutela della salute dei cittadini, ma certo non è affatto insensibile all’obiettivo di preservare l’efficienza del sistema produttivo. Ma una decisione del genere sarebbe irresponsabile. Farebbe risalire la curva del contagio in modo incontrollato – ha ammesso – e vanificherebbe tutti gli sforzi che abbiamo fatto sin qui. Tutti insieme”.
Cautela e attenzione, questa la linea che Conte ha dettato e che è la medesima che sta seguendo il governo per avviare la fase 2.

“In questa fase non possiamo permetterci di agire affidandoci all’improvvisazione. Non possiamo abbandonare la linea della massima cautela anche nella prospettiva della ripartenza. Non possiamo affidarci a decisioni estemporanee pur di assecondare una parte dell’opinione pubblica o di soddisfare le richieste di alcune categorie produttive, di singole aziende o di specifiche Regioni. L’allentamento delle misure deve avvenire sulla base di un piano ben strutturato e articolato. Dobbiamo riaprire sulla base di un programma che prenda in considerazione tutti i dettagli e incroci tutti i dati. Un programma serio, scientifico. Non possiamo permetterci di tralasciare nessun particolare, perché l’allentamento porta con sé il rischio concreto di un deciso innalzamento della curva dei contagi e dobbiamo essere preparati a contenere questa risalita ai minimi livelli, in modo che il rischio del contagio risulti “tollerabile” soprattutto in considerazione della recettività delle nostre strutture ospedaliere”. In pratica, vietato pensare che dal 4 maggio si possa tornare alla vita normale.

Ci sono Regioni e Regioni

“Non possiamo limitarci a pretendere, da parte della singola impresa, il rispetto del protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro che pure abbiamo predisposto per questa epidemia. Dobbiamo valutare anche i flussi dei lavoratori che la riapertura di questa impresa genera. Le percentuali di chi usa i mezzi pubblici, i mezzi privati, in quali orari, con quale densità. Come possiamo garantire all’interno dei mezzi di trasporto la distanza sociale? Come possiamo evitare che si creino sovraffollamenti, le famose “ore di punta? Come favorire il ricorso a modalità di trasporto alternative e decongestionanti? Questo programma deve avere un’impronta nazionale, perché deve offrire una riorganizzazione delle modalità di espletamento delle prestazioni lavorative, un ripensamento delle modalità di trasporto, nuove regole per le attività commerciali". Per il Premier quindi, occorre una autentica rivoluzione delle modalità di lavoro e di vita della popolazione.

“Dobbiamo agire sulla base di un programma nazionale, che tenga però conto delle peculiarità territoriali. Perché le caratteristiche e le modalità del trasporto in Basilicata non solo le stesse che in Lombardia. Come pure la recettività delle strutture ospedaliere cambia da Regione a Regione e deve essere costantemente commisurata al numero dei contagiati e dei pazienti di Covid-19. È per questo che abbiamo gruppi di esperti che stanno lavorando al nostro fianco giorno e notte".

"C’è il dott. Angelo Borrelli che fin dalla prima ora ci aiuta, per tutta la parte operativa, con le donne e gli uomini della Protezione civile. C’è il dott. Domenico Arcuri che sta mettendo le sue competenze manageriali al servizio dell’approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale e delle apparecchiature medicali di cui le Regioni erano fortemente carenti (pensate: ad oggi abbiamo fornito alle Regioni 110 milioni di mascherine e circa 3 mila ventilatori per le terapie). C’è il prof. Silvio Brusaferro che insieme agli altri scienziati ed esperti sanitari del Comitato tecnico-scientifico ci forniscono un’analisi scientifica della curva epidemiologica e ci suggeriscono le misure di contenimento del contagio e di mitigazione del rischio. Più di recente si è aggiunto il dott. Vittorio Colao che insieme a tanti altri esperti sta offrendo un contributo determinante per la stesura di un piano per una graduale e sostenibile riapertura, che tenga conto di tutti i molteplici aspetti, operativi e scientifici. È fin troppo facile dire apriamo tutto. Ma i buoni propositi vanno tradotti nella realtà, nella realtà del nostro Paese, tenendo conto di tutte le nostre potenzialità, ma anche dei limiti attuali che ben conosciamo.
Nei prossimi giorni analizzeremo a fondo questo piano di riapertura e ne approfondiremo tutti i dettagli. Alla fine, ci assumeremo la responsabilità delle decisioni, che spettano al Governo e che non possono essere certo demandate agli esperti, che pure ci offrono una preziosa base di valutazione. Assumeremo le decisioni che spettano alla Politica come abbiamo sempre fatto: con coraggio, lucidità, determinazione. Nell’esclusivo interesse di tutto il Paese. Nell’interesse dei cittadini del Nord, del Centro, del Sud e delle Isole. Non permetterò mai che si creino divisioni. Dobbiamo marciare uniti e mantenere alto lo spirito di comunità. È questa la nostra forza. E smettiamola di essere severi con il nostro Paese. Tutto il mondo è in difficoltà. Possiamo essere fieri di come stiamo affrontando questa durissima prova”. Un post lungo e chiaro quindi, che lascia poco spazio alle interpretazioni.