Il Covid per vaccinati e per non vaccinati, Silvestri: «Ormai sono quasi due malattie diverse»

Il punto della situazione del patologo ed immunologo della Emory University di Atlanta

Il Covid, la variante Omicron e la differenza della situazione tra vaccinati e non vaccinati. Sono alcuni tra i temi toccati dal professor Guido Silvestri in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera del 28 dicembre.

A parlare è il patologo ed immunologo della Emory University di Atlanta. Dal suo punto della situazione è emerso il fatto che le circostanze che si stanno definendo risultano essere diverse da quelle delle fasi più emergenziali vissute nei momenti critici della pandemia, sebbene davanti ci sia ancora un periodo ancora non facile da affrontare.

Variante Omicron, Silvestri: «Speranza è che virus si stia raffreddorizzando»

Il primo punto chiaro è rappresentato dalla pressione sui sistemi ospedalieri. Al momento i dati, seppur in aumento, sono ancora lontani dai periodo in cui gli ospedali rischiavano, ad esempio, di vedere andare verso l’esaurimento i posti in terapia intensiva.

«I dati che raccogliamo ogni giorno - ha dichiarato Silvestri - indicano che la variante Omicron, benché molto trasmissibile, è meno aggressiva e molto di rado ha conseguenze serie sui vaccinati». «La speranza - ha proseguito - è che – come dice qualcuno – il virus si stia raffreddorizzando.»

Vaccinati e non vaccinati, le differenze negli effetti

E se oggi la situazione è migliore rispetto ai giorni di maggiori difficoltà, c’è consapevolezza a livello scientifico che molto dipende dall’alta percentuale di cittadini che hanno scelto di ricevere il vaccino.

«Ormai - ha evidenziato il professor Guido Silvestri - sono quasi due malattie diverse. Chi non si vaccina sulla base della sua libertà individuale fa pagare un prezzo alto agli altri e rischia moltissimo lui stesso».

La diversità a cui allude lo scienziato di fama internazionale è direttamente riferita agli effetti del virus su un organismo che non gode della protezione dei vaccini. «No-vax l’80 per cento di ricoverati: riflettano - ha aggiunto Silvestri - su questo i milioni di italiani che ancora rifiutano il vaccino».

Covid, Silvestri: «I contagi saliranno ancora»

Ha fatto molto discutere la scelta della Germania di adottare una sorta di lockdown per non vaccinati. Una misura che Silvestri ha definito «molto efficace», sottolineando però come fosse figlia di una situazione che iniziava a farsi difficile sul fronte della pressione sul sistema sanitario. L’auspicio per l’Italia, secondo lo scienziato, è che l’Italia possa non arrivare a questo.

«Certo - ha chiarito - va sempre fatta pressione sui non vaccinati: giusta l’estensione del green pass. Sui lockdown sarei più prudente». Silvestri ha, inoltre, posto l’accento sull’esempio della Gran Bretagna. Con due milioni di contagiati, si contano 842 persone in terapia intensiva.

Il rischio è che paradossalmente le difficoltà per gli ospedali potrebbero arrivare ad esempio dai tanti operatori sanitari che potrebbero finire in quarantena. Proprio per questo Silvestri ha evidenziato come potrebbe essere arrivato il momento di essere «più elastici con le quarentene».

Il virus, dunque, soprattutto per i vaccinati potrebbe continuare a mostrare un volto meno aggressivo dal punto di vista patogenico. Non è, tuttavia, il momento di abbassare la guardia. «Anche perché - ha aggiunto Silvestri - i contagi saliranno ancora, forse fino a 120 mila al giorno. Teniamo la guardia alta, ma non ci facciamo prender dal panico delle misure estreme che provocano più guai di quelli che risolvono»