I furbetti del CashBack: ecco alcune assurde pratiche per ottenere il premio

I furbetti del CashBack: ecco alcune assurde pratiche per ottenere il premio

Ricevere i 1.500 di extra Cashback apre a pratiche fantasiose da parte degli utenti

Dopo la prova natalizia è entrato in azione il vero CashBack che farà recuperare ai contribuenti che utilizzeranno le carte di pagamento per qualsiasi loro spesa, il 10% di quanto speso. In pratica, il 10% ad operazione, fino ad un massimo di 15 euro di recupero per singola operazione e fino ad un massimo di 1.500 euro.

E c’è pure un premio ai contribuenti che hanno effettuato più operazioni. Infatti sarà stilata una classifica per i primi 100.000 contribuenti, quelli che “strisceranno” le carte e i bancomat di più. Un extra premio di ulteriori 1.500 euro.

Sembra una vera e propria lotteria, per un provvedimento che continua a fare discutere, soprattutto in una fase di così grave crisi, con molte famiglie che non arrivano a fine mese e con il governo che ha deciso di inserire questa misura che per molti, aiuta chi può permettersi acquisti a iosa.

E nel frattempo arrivano segnalazioni di furbetti, di gente che adotta metodi accuratamente studiati per ottenere il massimo dalla misura e concorrere ad ottenere il premio da 1.500 euro.

CashBack: cosa studiano i furbetti

La misura del CashBack nasce con l’idea di incentivare l’utilizzo delle carte e debellare l’uso del contante. Per questo si è deciso di premiare tutti con un rimborso del 10% delle spese sostenute e addirittura di premiare i primi 100.000 in classifica con un ulteriore bonus.

Più utilizzi le carte più recuperi e più ti premiano, una iniziativa che sembra degna di un supermarket e di una raccolta punti che di un provvedimento di governo. Ha diritto al Super Cashback chi rientra tra i primi 100.000 cittadini che hanno totalizzato, in un semestre, il maggior numero di operazioni.

Il bello è che non esistono limiti di spesa e vincoli ad utilizzare lo stesso esercente. E ci sono persone che sembra abbiano già fatto in 20 giorni un centinaio di operazioni. Nulla vieta infatti di usare la carta per pagare il caffè al bar per esempio. Usare le carte per comprare un telefonino nuovo da 200 euro piuttosto che un caffè al bar da un euro non cambia, vale sempre una operazione per la classifica.

Ma come hanno fatto questi contribuenti ad accumulare già un numero così elevato di operazioni? C’è chi sottolinea come gli esercenti possano farsi pagare in contanti dai clienti e utilizzare la loro carta per ogni singola operazione.

Una pratica che non fa cambiare il CashBack normale che prevede un ristoro del 10% fino ad un massimo di 15 euro ad operazione, ma per il super CashBack, per il super premio finale più operazioni si fanno meglio è. Esercenti furbi quindi, ma che non fanno nulla di illecito dal momento che il loro cliente paga il caffè in contanti, che lui rilascia regolare scontrino.

La furberia sta nell’utilizzare la carta personale, con la transazione registrata tramite POS che fa tornare perfettamente il conto fra flusso di cassa e la modalità eventuale di pagamento. Una operazione vantaggiosa anche dal fatto che esiste l’azzeramento delle commissioni per i POS che aderiscono al circuito PagoBancomat per gli acquisti inferiori ai 5 euro.

La mania del CashBack, l’esempio alla pompa di benzina

La caccia al premio è diventata una specie di mania. Come si legge sulle pagine del quotidiano di Napoli “Il Mattino”, desta curiosità ciò che un benzinaio ha visto fare da un suo cliente. Siamo a Cremona, dove un gestore di una pompa di benzina ha visto un cliente perdere tempo all’automatico, facendo non meno di 5 operazioni per comprare carburante.

Il cliente ha comperato benzina per 15,94 euro, cioè ha fatto il pieno con la benzina che entrava in quel momento nel serbatoio. Ma al posto di una unica operazione come è normale che fosse, ne ha prodotte 5, tre da 5 euro, una da 2,50 euro ed una da 2,44. 5 operazioni valide per il premio finale e la classifica e proprio il CashBack è stata la risposta che il cliente ha dato all’esercente che naturalmente ha chiesto spiegazioni.