Autore: B.A

Guardia di Finanza

11
Giu

I furbetti dei buoni spesa, 542 persone finte povere sfruttano i soldi dell’emergenza Covid

Scoperti 542 furbetti dei buoni spesa che i Comuni hanno elargito ai cittadini in difficoltà per il coronavirus, dopo il finanziamento statale agli enti locali.

Tra le tante misure di aiuto economico a famiglie, lavoratori e imprese, che il governo ha varato in questi mesi di emergenza sanitaria, ci sono anche i buoni spesa. Si tratta di buoni che dovevano finire alle famiglie più disagiate e che lo Stato ha finanziato con dei soldi da destinare a ciascun Comune.

Il fatto che lo Stato, per i buoni spesa abbia delegato i Sindaci alla loro erogazione, nasce dal fatto che chi meglio dell’amministratore locale sa intercettare le situazioni di disagio sociale ed economico del suo territorio.

Purtroppo però, anche in questo caso esce fuori la notizia che l’aiuto sia stato erogato a persone che tutto sono tranne che povere. Anche per i buoni spesa quindi sono saltati fuori i furbetti, come quelli del reddito di cittadinanza per esempio. Persone che si fingono povere per sfruttare aiuti, sovvenzioni e sussidi da parte dello Stato.

Una prassi tutta italiana, che in questa fase di emergenza appare ancora più meschina e grave, dal momento che essendo una misura finanziata fino ad esaurimento risorse, ogni euro finito nelle tasche dei furbetti, è stato tolto dalle tasche dei veri poveri e in difficoltà.

La vicenda dei furbetti dei buoni spesa

La storia esce fuori dalla Campania, precisamente da Caserta e dai paesi della provincia. Naturalmente non è una vicenda che può essere circoscritta alla sola Campania, perché, c’è da scommetterci, che usciranno altri furbetti anche da altre regioni d’Italia. Purtroppo è una prassi italiana, pur se deprecabile, quella di sfruttare l’occasione per ricevere aiuti anche se a dire il vero, non se ne ha di bisogno.

A Caserta la Guardia di Finanza ha scoperto 542 persone che stavano percependo il bonus spesa previsto per l’emergenza Coronavirus, ed erogato dai comuni a persone disagiate, pur non essendo poveri. In pratica, pur non avendo diritto ai buoni, non essendo nelle condizioni di disagio tali da giustificare l’aiuto, queste 542 persone avevano ottenuto i buoni da spendere per la spesa.

Le indagini dei militari delle Fiamme Gialle si sono avvalse delle banche dati, che hanno permesso il confronto tra i dati dichiarati dai richiedenti, nel momento della presentazione della domanda di accesso ai buoni spesa, con quelli dell’anagrafe tributaria. Ed evidentemente le dichiarazioni di questi 542 soggetti, non corrispondevano al vero.

Un lavoro certosino quello della GDF sui buoni spesa

La Guardia di Finanza ha fatto un grande lavoro di controllo, proprio per verificare eventuali casi di dichiarazioni false atte a poter percepire i benefit. Sono state esaminate 10mila domande relative ai 20 Comuni più popolosi della provincia di Caserta, ed in totale sono venute fuori 542 domande con anomalie marcate.

In tutto, 100.000 euro di soldi che sarebbero stati manna dal cielo per i veri poveri, e che invece sono finiti ai furbetti. Tra i furbetti è emerso pure che una ottantina erano volti noti alle Forze dell’ordine perché pregiudicati.

Per 333 furbetti è scattato il verbale che prevede sanzioni da 5.164 a 25.822 euro, cioè il triplo del beneficio conseguito. Per altri 131 furbetti invece è scattata la denuncia penale all’Autorità Giudiziaria per falso in atto pubblico.