“I Dpcm di Conte sono incostituzionali”, ecco la spiegazione di Calderoli

“I Dpcm di Conte sono incostituzionali”, ecco la spiegazione di Calderoli

Non si possono limitare le libertà personali, questa l’invettiva del leghista che spiega le ragioni delle sue affermazioni.

Statistiche alla mano sembra che la maggior parte dei cittadini italiani siano favorevoli alle misure restrittive imposte dal governo tramite i Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, cioè i famosi Dpcm. La paura del virus è evidente nella popolazione. Lasciando da parte negazionisti e superficiali, appare evidente che la maggior parte dei cittadini italiani rispetta le regole, segue attentamente le istruzioni e rispetta i diktat del governo.

Ma è altrettanto vero che c’è chi considera le limitazioni imposte un atto per così dire oltraggioso verso le libertà personali. E c’è chi mette in dubbio la costituzionalità dei Dpcm del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Molti credono che questi atti con l’imposizione di misure piuttosto radicali siano in contrasto con le libertà previste dalla Carta Costituzionale. Uno di questi è senza dubbio il leghista Calderoli, esponente di spicco del “Carroccio”. In una intervista rilasciata al quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, “La Verità”, l’ex Ministro ha spiegato tutti i suoi perché.

Le parole di Calderoli contro i Dpcm del Premier

«Le libertà costituzionali possono essere compresse solo con una norma di rango costituzionale», inizia così il Senatore Calderoli, leghista di rango ed ex Ministro in uno dei governi Berlusconi. In pratica, secondo Calderoli, la Costituzione può essere ritoccata solo con norme costituzionali e non con semplici Dpcm. In effetti il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) non è una norma di alto lignaggio, essendo una norma di ragno secondario.

Tra l’altro contro i Dpcm del Premier non sono pochi i ricorsi prodotti dai cittadini, sui quali si attendono ancora le sentenze dei Tribunali. Il motivo è proprio la presunta incostituzionalità dei Dpcm, che a vedere attentamente la situazione, potrebbe non essere una semplice provocazione.

«È comunque qualcosa di totalmente incostituzionale e cercheremo di portare la questione alla Consulta», questo ciò che Calderoli con il suo partito sembra abbia intenzione di fare, cioè spostare la contestazione sui Dpcm, dai Tribunali Amministrativi Regionali alla Corte Costituzionale.

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La questione migratoria

Roberto Calderoli, attuale vicepresidente del Senato contesta anche lo spiegamento massiccio di Forze dell’Ordine e Militari che dovrebbero pattugliare il territorio a caccia di trasgressori durante le festività.

70mila agenti per strada nel periodo di Natale, questo l’annuncio del Viminale, con il Ministro Lamorgese che ha confermato tutto al fine di incrementare i controlli nei principali punti di rischio durante le festività, cioè autostrade, aeroporti e stazioni. «Quegli agenti mi piacerebbe vederli schierati a difesa dei nostri confini, anziché a fare da recinto alle nostre case», questo il pensiero di Calderoli che fa riferimento alla questione migratoria.

Calderoli poi contesta anche la mancata pubblicazione dei dati del Cts, da cui partirebbero i Dpcm di Conte. Dati del Comitato tecnico scientifico che secondo Calderoli vengono resi noti troppo tardi, quando il Dpcm in questione sta già per scadere. Ed anche su questo aspetto il Senatore promette battaglia da parte della Lega.