Guida in stato di ebbrezza e rifiuto alcol test «fatto tenue». Quali sono le sanzioni?

Guida in stato di ebbrezza e rifiuto di alcol test da oggi sono considerati «fatto tenue» con considerevoli cambiamenti da un punto di vista sanzionatorio. Quali sono le sanzioni per il trasgressore?

La guida in stato di ebbrezza ed il rifiuto di alcol test diventano “fatto tenue” il che comporta notevoli cambiamenti da un punto di vista sanzionatorio. In seguito ad una sentenza della Corte di Cassazione, infatti, qualora venga riscontrata la “tenuità del fatto”, guidare in stato di ebbrezza e rifiutare l’alcol test non sono più passibili di sanzioni penali: menzione sul casellario giudiziario e procedimento penale.
Vediamo cosa viene riferito dalla Corte di Cassazione e quali sono le sanzioni previste ora per il trasgressore.

Guida in stato di ebbrezza e rifiuto alcol test: “fatto tenue”

Con una sentenza della Corte di Cassazione, la n. 36782/2015 del 10.09.2015, i reati di guida in stato di ebbrezza e rifiuto di alcol test sono considerati “fatto tenue” il che vuol dire che, da un punto di vista sanzionatorio, vengono a cadere le sanzioni penali: non menzione nel casellario giudiziale e archiviazione del procedimento penale.

La sent. della Cote di Cassazione è in linea con la Riforma del codice penale relativamente alla causa di non punibilità identificata come “tenuità del reato” che si applica ai reati puniti con sanzione pecuniaria o con pena detentiva inferiore nel massimo a cinque anni.

E’ da considerare che, in base al principio del “favor rei”, il beneficio della non punibilità viene applicato anche ai fatti commessi prima dell’entrata in vigore della Riforma (2 aprile 2015) qualora venga riconosciuta la sussistenza della “tenuità del fatto”.

Guida in stato di ebbrezza e rifiuto alcol test: sanzioni

Secondo la Corte di Cassazione guidare in stato di ebbrezza non è un fatto così grave da comportare una condanna e si parla, quindi, di “fatto tenue”.

Qualora il giudice riscontri la “tenuità del fatto” è obbligato a disporre la trasmissione degli atti all’autorità amministrativa per la irrogazione delle sanzioni amministrative accessorie e a disporre direttamente la sospensione della patente di guida perché l’applicazione della causa di non punibilità impone, in ogni caso, l’accertamento del reato e quindi l’impossibilità del trasgressore a guidare il veicolo.

La non punibilità e l’identificazione del “fatto tenue” si applica solo a fattispecie punite con:

  • sanzione pecuniaria
  • sanzione detentiva inferiore nel massimo a cinque anni.

Stando a quanto previsto dalla normativa, per il reato di guida in stato di ebbrezza, sono identificati tre scaglioni di gravità della condotta che dispongono sanzioni differenti:

  • da 0,51 a 0,8 g/l (grammi di alcol per litro di sangue) non ci sono sanzioni penali ma solo di carattere amministrativo (sanzione pecuniaria di 531 euro oltre alla decurtazione di 10 punti dalla patente, con sospensione della stessa patente da 3 a 6 mesi);
  • da 0,81 a 1,5 g/l si passa al penale, ma la sanzione è più lieve: ammenda da 800 a 3.200 euro, decurtazione di 10 punti e sospensione della patente da 6 mesi a un anno;
  • da 1,5 g/l in su scatta la sanzione penale più severa: ammenda da 1.500 a 6mila euro, decurtazione di 10 punti, sospensione della patente da 1 a 2 anni, confisca dell’auto.

E’ importante sottolineare, però, che la “tenuità del fatto” non è applicabile in tutti i casi, infatti sono esclusi dalla non punibilità:

  • i trasgressori abituali, infatti non si può prevedere il beneficio della non punibilità nei casi in cui il soggetto sia solito commettere fatti della stessa fattispecie criminosa;
  • casi di sinistro stradale, non possono essere considerate “fatto tenue” le situazioni in cui il soggetto, a causa dello stato di ebbrezza, abbia provocato un sinistro stradale.