Guerra in Ucraina: perché si parla di Crimea e cosa ha detto la Nato

Guerra in Ucraina: perché si parla di Crimea e cosa ha detto la Nato

Negli ultimi giorni si è parlato molto della penisola di Crimea

Da oltre due mesi la guerra in Ucraina prosegue. Il mondo guarda con speranza alla possibilità che il conflitto si fermi e ogni segnale di possibile mediazione fa notizia. Nelle ultime ore l’ultimo ha riguardato la Crimea, dopo alcune dichiarazioni di Volodymyr Zelensky. Alcune parole del presidente ucraino sono state interpretate a livello internazionale come la possibilità che Kiev accetti di riconoscere quel territorio come russo.

Un’apertura verso cui molti media internazionali hanno visto una frenata da parte della Nato sulla base di alcune dichiarazioni che sono state registrate nelle ultime ore. Il riferimento è alle parole rilasciate dal segretario generale dell’Alleanza Atlantica Jens Stoltenberg.

Guerra in Ucraina: Crimea, la posizione della Nato

Le dichiarazioni sono riprese da un’intervista rilasciata al giornale tedesco Die Welt. Ha sottolineato come i membri della Nato «non accetteranno mai l’annessione illegale della Crimea». Parole a cui si aggiunge la notazione che l’Alleanza si è sempre opposta alla possibilità che la Russia prendesse il controllo sulle zone del Donbass.

Da parte di Stoltenberg è emersa anche la volontà di aiutare l’Ucraina, anche se questo dovesse generare un impegno prolungato nel tempo. Con l’obiettivo di fare in modo che il conflitto non si espanda, il segretario generale della Nato ha spiegato che l’Ucraina «deve vincere questa guerra».

Perché si era parlato della Crimea nell’ambito della guerra in Ucraina

Sulla Crimea è emerso dunque l’orientamento a non accettare un’eventuale annessione illegale della Crimea alla Russia. L’esternazione appare su una linea diversa rispetto a quanto era stato detto da Zelensky. Il presidente ucraino era intervenuto in video alla Chatham House. In quell’occasione aveva aperto alla possibilità di un accordo di pace che fosse basato sulle posizioni che si avevano prima del 23 febbraio.

Non c’era, dunque, stata un’apertura esplicita alla possibilità di riconoscere la Crimea come Russia. Tuttavia, la data indicata lasciava intendere la possibilità che ai fini dello stop alla conflittualità non sarebbe stata pretesa la restituzione di quel territorio. La Crimea è stata, infatti, annessa dalla Russia nel 2014.

L’Unione Europea e la maggior parte dei dell’Onu (quindi Nato compresa) non riconosce il territorio come facente parte della Federazione Russa. Sul territorio ucraino si continua a combattere e si segnalano conseguenze per le città che quotidianamente diventano un campo per ogni battaglia di una guerra che ormai va avanti da diverse settimane.

Putin scrive ai leader delle autoproclamate repubblica dicendo che la vittoria sarà «russa»

Nel frattempo Vladimir Putin ha scritto ai vertici delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk. Lo ha fatto, secondo quanto riporta la Tass, sottolineando l’impegno dei militari nel liberare quei territorio dalla «feccia nazista». E da parte del presidente della Federazione Russa è stata espressa la certezza che arriverà la vittoria «proprio come nel 1945».