Grillo leghista: «Servono le macroregioni». E Salvini propone un fronte comune

Nel giorno della festa della donna Beppe Grillo pubblica un post sul suo blog affrontando l’argomento più vecchio del mondo: l’unità d’Italia e la gestione del potere.

Grillo critica tutto e tutti, ripercorre la storia d’Italia dal lontano 1861, l’Unità d’Italia, la democrazia corrotta e la gestione centralizzata del potere politico ed economico. Per cercare di salvare l’Italia e uscire dalla crisi, Grillo propone di decentralizzare poteri e funzioni a livello di macroregioni, recuperando l’identità di Stati antichi come la Repubblica di Venezia o il Regno delle due Sicilie.

Alle nuove esternazioni di Grillo, perfettamente in linea con i temi storici che hanno contraddistinto le battaglie leghiste, risponde Salvini proponendo la creazione di un fronte comune.

Entrambi all’opposizione, entrambi fortemente critici con il governo Renzi, fin dalla prima apparizione, contrari alle politiche dell’Unione europea e alla moneta unica. La divisione dell’Italia e la creazioni di macroregioni diventa un altro terreno comune tra la Lega nord e il Movimento 5 Stelle. Chissà se la Lega di Salvini riuscirà a superare l’astio per i partiti politici tradizionali dei grillini e creare così un unico fronte anti-europa e Italia unita.

Post di Grillo
Nel post Grillo ripercorre la storia italiana: "percorsa da atti terroristici inauditi per una democrazia assistiti premurosamente dai servizi deviati(?) dello Stato. Quale Stato? La parola «Stato» di fronte alla quale ci si alzava in piedi e si salutava la bandiera è diventata un ignobile raccoglitore di interessi privati gestito dalle maitresse dei partiti".

E continua chiedendosi e se domani «ci apparisse per quello che è diventata, un’arlecchinata di popoli, di lingue, di tradizioni che non ha più alcuna ragione di stare insieme?»

Per arrivare ad una fotografia impietosa del paese. «E se domani i Veneti, i Friulani, i Triestini, i Siciliani, i Sardi, i Lombardi non sentissero più alcuna necessità di rimanere all’interno di un incubo dove la democrazia è scomparsa, un signore di novant’anni decide le sorti della Nazione e un imbarazzante venditore pentole si atteggia a presidente del Consiglio, massacrata di tasse, di burocrazia che ti spinge a fuggire all’estero o a suicidarti, senza sovranità monetaria, territoriale, fiscale, con le imprese che muoiono come mosche».

Se un giorno qualcuno si stancasse di questa situazione e dicesse basta, secondo Grillo «ci sarebbe un effetto domino. Il castello di carte costruito su infinite leggi e istituzioni chiamato Italia scomparirebbe. E’ ormai chiaro che l’Italia non può essere gestita da Roma da partiti autoreferenziali e inconcludenti. Le regioni attuali sono solo fumo negli occhi, poltronifici, uso e abuso di soldi pubblici che sfuggono al controllo del cittadino. Una pura rappresentazione senza significato. Per far funzionare l’Italia è necessario decentralizzare poteri e funzioni a livello di macroregioni, recuperando l’identità di Stati millenari, come la Repubblica di Venezia o il Regno delle due Sicilie».

Poi sui tempi di un eventuale processo di decentralizzazione dei poteri, il leader del Movimento 5 Stelle si chiede: «E se domani fosse troppo tardi? Se ci fosse un referendum per l’annessione della Lombardia alla Svizzera, dell’autonomia della Sardegna o del congiungimento della Valle d’Aosta e dell’Alto Adige alla Francia e all’Austria? Ci sarebbe un plebiscito per andarsene. E se domani...»

L’apertura leghista
Al post di Grillo risponde il segretario della Lega, Matteo Salvini: «Non vorrei che essendo in difficoltà, Grillo inseguisse la Lega». E lo invita a non limitarsi alle parole perche se il tema è questo fra Movimento 5 stelle e Lega «sarà battaglia comune».

E in un tweet spera che sia #lavoltabuonaquellavera: