Green pass bambini per matrimoni, eventi e feste: cosa dicono le regole

Green pass bambini per matrimoni, eventi e feste: cosa dicono le regole

Come funzionano le regole del green pass per andare a matrimoni, battesimi e comunioni? Ecco una guida in base alle interpretazioni delle norme

Il green pass è argomento molto discusso di questi tempi perché di fatto si candida ad essere una sorta di lasciapassare verso occasioni ed eventi già ripresi o destinati a riprendere entro poche settimane. Si parla, ovviamente, di matrimoni, cresime, battesimi e così via. Se ne parla anche come possibile soluzione per riaprire le discoteche, usandolo come requisito di accesso.

Semplificando il concetto: è ragionevole credere che per fare molte cose, almeno nel prossimo futuro, potrà essere necessario il Green Pass. Ma sebbene oggi molti concetti appaiono chiari, c’è consapevolezza del fatto che ci sono questioni da approfondire.

Tra i punti da chiarire c’è, ad esempio, quello relativo alla necessità green pass per i bambini. Anche i più piccoli dovranno, infatti, esserne in possesso. Non basterà che mamma e papà siano vaccinati per poter andare al matrimonio, perché occorrerà il green pass anche per i figli e sopra i due anni di età.

Green pass, cosa si sa oggi

I bambini dovranno, perciò, avere una delle tre carte verdi che li autorizzano a partecipare alle feste dopo eventi religiosi. In teoria ad una comunione anche il bambino direttamente interessato deve essere in possesso del green pass per la sua festa, non solo gli invitati.

Il green pass, come è noto, può essere ottenuto attraverso tre strade:

  • quello per i vaccinati, con la prima certificazione provvisoria che arriva quindici giorni dopo la prima dose valida fino al giorno del richiamo. Dopo la seconda inoculazione sarà rinnovata la carta verde
  • essere guariti dal Covid nei sei mesi precedenti
  • effettuare il tampone entro 48 ore prima del momento in cui lo si dovrà utilizzare.

E non bisogna dimenticare che, al momento, possono essere vaccinati solo i giovanissimi che abbiano almeno 12 anni.

Il Green Pass per i bambini sarà richiesto a partire dai due anni, determinando una larga platea di minori che avranno come uniche possibilità di averlo il sottoporsi a tampone o risultare guariti dal Covid.

Green Pass: attenzione alle differenze con il Digital Green

Il green pass italiano non va confuso con il EU Digital COVID Certiicate. Quest’ultimo, in maniera convenzionale, viene chiamato «green pass europeo». Si tratta di soluzione ideata dall’Ue per garantire la libera circolazione dei cittadini Ue sulla base degli stessi principi che regolano le certificazioni verdi italiane.

Attenzione, però, a non confondere le due cose. Anche perché, ad esempio, il green pass italiano viene dato quindici giorni dopo la prima dose, in Europa è necessario aver completato il ciclo vaccinale per ottenere il lasciapassare.

E, su questo punto, prima di mettersi in viaggio, almeno per i primi tempi, potrà essere necessario informarsi su quali siano le pratiche di ciascun Paese rispetto alle informazioni contenute del pass europeo. A livello ipotetico si avrà un Qr code che attesterà il proprio status rispetto al Covid (vaccinato, guarito o con tampone negativo) e questo sarà ritenuto più o meno valido da ciascun Paese in relazione alle proprie norme. Potrà dunque capitare che venga richiesto comunque di fare un tampone. Ma si attende di saperne di più.

Green Pass europeo e bambini

«Secondo la proposta della Commissione del 31 maggio, i minori - si legge sul sito ec.europa.eu - che viaggiano con i genitori dovrebbero essere esentati dalla quarantena se i genitori non devono sottoporsi a quarantena, ad esempio perché vaccinati. I bambini di età inferiore ai 6 anni dovrebbero inoltre essere esentati dai test relativi al viaggio».

Anche in questo caso sarà da verificare quale sarà l’orientamento dei singoli paesi in relazione ai bambini per i quali, in alcuni casi, alla raccomandazione di Bruxelles potrebbe corrispondere un orientamento diverso a livello nazionale.