Green Pass lavoratori, Beppe Grillo: «Serve una pacificazione» e propone un sistema

Green Pass lavoratori, Beppe Grillo: «Serve una pacificazione» e propone un sistema

Il garante del Movimento 5 Stelle ha scritto un post sul suo blog in cui illustra un metodo che renderebbe i tamponi a carico dello Stato

Una «pacificazione». È ciò che secondo Beppe Grillo servirebbe per venire a capo sulla questione Green Pass nel mondo del lavoro.

Un pensiero espresso attraverso il titolo di un post pubblicato sul suo blog, in cui il garante del Movimento 5 Stelle ha voluto condividere con i propri lettori "alcuni appunti".

Quasi una proposta con tanto di spiegazione del meccanismo operativo di attuazione e calcolo dei costi.

Lavoratori non vaccinati, i numeri riportati Grillo

La necessità della certificazione verde pone i lavoratori non vaccinati nella condizione di dover avere un tampone negativo ogni quarantotto ore. I calcoli fatti da Beppe Grillo parlano della possibilità che, ad oggi, gli occupati nel mondo del lavoro non ancora immunizzati "potrebbero essere - ha scritto - 3 - 3,5 milioni, su 23 milioni di lavoratori, il 13-15% circa".

L’idea di uno scambio dati tra Sogei e Inps

Davanti all’ipotesi che sia lo Stato a farsi carico dei costi relativi ai test, secondo Grillo "servirebbe circa 1 miliardo di euro fino a dicembre 2021".

Grillo ha immaginato che, attraverso uno scambio di dati tra Sogei (che detiene i dati sul Green Pass) e Inps (che ha le informazioni su lavoratori e aziende) si possa prevedere "un bonus sotto forma di sgravio contributivo, in modo che il costo del tampone sia solo anticipato dall’azienda ma pagato a conguaglio da Inps, come succede in genere per la cassa integrazione ordinaria sui versamenti dei contributi aziendali".

Green Pass, i vantaggi del suo metodo secondo Beppe Grillo

Una soluzione di questo tipo, secondo Beppe Grillo, non invaderebbe oltre la stretta necessità la privacy e i dati sarebbero trattati unicamente nel rispetto del Gdpr.

A parere del garante del Movimento 5 Stelle prendere questa direzione permetterebbe di scongiurare l’ipotesi di file davanti ai tornelli aziendali «durante i quali - ha specificato Grillo - certamente i lavoratori vedrebbero in quel caso violati i loro spazi di libertà».

L’altro aspetto su cui pone l’accento Beppe Grillo è che il meccanismo proposto renderebbe il sistema gratuito per il lavoratori attraverso una copertura con "bonus apposito, pagato dallo Stato".

Green Pass suo luoghi di lavoro: si parte il 15 ottobre

Si avvicina nel frattempo la data del 15 ottobre che sarà quella che rappresenterà una sorta di dead line, a partire dalla quale ciascun lavoratore dovrà essere in possesso di Green Pass per poter lavorare.

Uno scenario destinato a riguardare i prossimi mesi con la possibilità che nel 2022, qualora i dati epidemiologici dovessero essere confortanti, le cose potrebbero anche cambiare.

I prossimi mesi saranno dunque decisivi per consolidare i buoni segnali che arrivano dai numeri e che, per fortuna, al momento rendono meno complicata la gestione del Covid a livello ospedaliero.