Green Pass allargato? Stadi, palestre, concerti e ristoranti al chiuso: il punto della situazione

Green Pass allargato? Stadi, palestre, concerti e ristoranti al chiuso: il punto della situazione

Si attende che si determinino eventuali nuovi norme sul Green Pass come requisito

Il Green Pass potrebbe diventare un requisito per accedere a determinate situazioni sociali. È uno scenario annunciato e che, in realtà, già esiste se si considera che il certificato verde è uno strumento concepito anche con l’idea di tutelare la situazione epidemiologica.

Green Pass: alleato contro la Variante Delta

E l’azione della variante Delta potrebbe accelerare l’allargamento dell’utilizzo del pass. Lo si evince, quantomeno a livello di ipotesi, da quelle che sono state le parole rilasciate dal professor Franco Locatelli ai microfoni di Repubblica nell’edizione del 18 luglio 2021.

A parlare è il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico. Lo scienziato ha spiegato come, al momento, i dati raccontino di una «ripresa netta della circolazione virale nel Paese». Oggi la diffusione virale pare riguardare soprattutto i più giovani, sulla base di un «età media dei contagiati» di «28 anni».

Green Pass allargato come soluzione?

Il quadro che ne deriva è che la situazione degli ospedali è ancora pienamente sotto controllo, ma pare emergere l’intenzione di non aspettare inermi rispetto alla possibile diffusione virale fino ai livelli a cui si sta assistendo in altri paesi. Uno dei presidi che potrebbe essere utilizzato è il Green Pass.

«Credo - ha spiegato Locatelli - che vadano fatte scelte per contrastare la ripresa della circolazione virale. Dare accesso a determinate attività a chi è stato vaccinato, o comunque ha il certificato verde, è una strategia inevitabile. Penso a concerti, grandi eventi, stadi, cinema, teatri, piscine, palestre. In questi casi è fuori discussione la necessità del documento».

In Europa sta facendo molto discutere il modello francese. In quel caso è stato disposta la necessità del Green Pass persino per accedere alle attività di ristorazione. In Italia un orizzonte di questo tipo fa discutere.

Rispetto ai ristoranti Locatelli ha detto la sua: «Premesso che la scelta spetta al decisore politico, a titolo personale, dico che va considerato seriamente anche il Green Pass per mangiare al chiuso nei ristoranti. Peraltro, chi esita a tornare nei ristoranti credo che lo farebbe con più tranquillità sapendo che vi hanno accesso persone con il certificato».

Vaccinazione resta fondamentale

Un’ampia diffusione della vaccinazione corrisponderebbe a limitare fortemente la possibilità che il virus possa generare ricoveri e morti. Con una percentuale elevata di vaccinati il Covid, stanti le attuali varianti, potrebbe essere visto da un nuovo punto di vista. Ossia come una malattia più gestibile a livello di salute pubblica e senza rischio saturazione delle strutture sanitarie.

Anche perché non è un caso che oggi si ipotizzi di cambiare i parametri per l’accesso alle varie fasce epidemiologiche, tenendo conto dei numeri degli ospedali e non dei contagi. Un Green Pass destinato a diventare requisito per diverse attività potrebbe anche fungere come incentivo per gli indecisi che, altrimenti, dovrebbero ogni volta farsi un tampone nelle 48 ore che anticipano il momento in cui avranno accesso ad un ambito in cui è richiesto il certificato verde.

Locatelli ha parlato di cinque milioni non vaccinati oltre i 50 anni. «Va - ha spiegato il medico - incentivata l’adesione alla campagna facendo chiaramente capire a queste persone che ricevere la somministrazione è l’unico modo per proteggersi meglio possibile dal rischio di patologie gravi o fatali».