Green Pass, a settembre potrebbe esserci una nuova estensione? Il punto

Green Pass, a settembre potrebbe esserci una nuova estensione? Il punto

I prossimi giorni chiariranno fino a che percentuale di vaccinati si arriverà, l’obiettivo è l’80%, dopo si valuterà

La fine di agosto e la prima decade di settembre potrebbero essere decisivi ai fini dell’ipotesi «estensione Green Pass». Lo si evince da alcune dichiarazioni rese dalla ministra per gli Affari Mariastella Gelmini in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera del 24 agosto 2021.

Un discorso che non va confuso con quello relativo alla possibilità di valutazione di un eventuale obbligo vaccinale qualora non si raggiungesse la soglia dell’80% di cui si è parlato, ma che è al momento ugualmente uno scenario unicamente ipotetico.

Estensione Green Pass e obbligo vaccinale, discorsi simili ma diversi

Si tratta, però, di due discorsi che vanno a braccetto e che sono strettamente dipendenti da alcuni concetti di base. Il primo è che avere una popolazione largamente vaccinata equivale a limitare fortemente il rischio di malattia grave e ospedalizzazioni fino a numeri tali da mettere in difficoltà il sistema sanitario.

Il secondo è che il rientro delle vacanze rappresenterà una fase cruciale ai fini della valutazione numerica dell’incremento dei vaccinati, in maniera tale da capire se si arriverà ad un numero ritenuto sufficiente in vista della ripresa di tutte le attività.

Estendere l’uso del Green Pass non significa introdurre come requisito l’essere vaccinati per accedere alle circostanze che richiedono la certificazione verde. La si può, infatti, avere anche con un tampone fatto nelle precedenti 48 ore o essendo guariti dal Covid nei precedenti sei mesi.

È innegabile che, però, essere immunizzati rappresenti il percorso più agevole per ottenerlo. E un’eventuale estensione, soprattutto in determinati ambiti, potrebbe avere la funzione di incentivo alla vaccinazione per quanti ancora non l’abbiano fatta.

Estensione Green Pass, già previsto un primo step a settembre

Dal 6 agosto, come è noto, è stato disposto il Green Pass come certificazione per accedere ai ristoranti, palestre, piscine al chiuso, agli eventi sportivi, sagre, fiere, ai concerti e a tutta una serie di note circostanze che hanno rappresentato una prima estensione del certificato prima necessario, ad esempio, per matrimoni ed eventi simili.

Dall’1 settembre sarà obbligatorio per viaggiare in aereo, navi e treni a lunga percorrenza. Ciò di cui si potrebbe eventualmente discutere sarebbe un ulteriore ampliamento delle regole che determinano il pass come requisito per avere accesso ad alcuni contesti.

La ripresa delle attività e l’abbassamento delle temperature sono considerati possibili alleati del virus. Lo strumento più efficace a livello collettivo per contrastarlo resta la vaccinazione. Il rischio ipotetico ad oggi è che possa esserci una crescita dei casi, ma senza gli effetti devastanti di prima proprio grazie alla campagna vaccinale.

Si attende, però, ancora di arrivare ai livelli di immunizzazione auspicati dopo il rallentamento delle somministrazioni avuto ad agosto. «È ancora presto - ha detto Mariastella Gelmini - per fare un bilancio, perché i dati sono condizionati dall’effetto “generale agosto”. Del resto era prevedibile un rallentamento di queste ultime settimane nella campagna di vaccinazione. Saranno decisivi i dati dei prossimi quindici giorni. L’utilizzo del green pass può essere esteso».

Obiettivo 80% immunizzati

Due fronti potenzialmente aperti sono quelli legati alla scuola (intesa come studenti) e all’impiego pubblico. La ministra Gelmini ha chiarito come faccia parte di un movimento che crede fortemente nella scienza e nei vaccini, ma sottolineando come «la scuola è un diritto universale» e che «il green pass per gli studenti può esistere solo nel contesto di un obbligo generale esteso a tutti. Il dato del 60% dei ragazzi fra 16 e 19 anni con già almeno una dose è incoraggiante».

La ministra ha invece sottolineato come il vaccino sarebbe «indispensabile» per chi fa front office nella Pubblica Amministrazione e per chi è impiegato nei servizi pubblici. «Del resto - ha chiarito - l’obbligo vaccinale non è un’eresia: esiste già per alcune malattie. Una decisione del genere però spetta al Parlamento. La mia opinione è che occorre attendere i dati: se dovessimo giudicare irraggiungibile la copertura dell’80% della popolazione non vedrei alternative».