Autore: B.A

Coronavirus

Gli operatori turistici di Jesolo dicono basta: «troppe disdette per il focolaio migranti sulla spiaggia»

La disperazione degli operatori turistici di Jesolo in grave crisi per via delle politiche pro accoglienza.

Sicuramente ci sarà chi metterà davanti il problema del razzismo, ma ciò che sta accadendo a Jesolo è qualcosa di molto pericoloso. Sul quotidiano «Il Giornale» un articolo mette in luce il dramma del settore turistico in una delle principali località turistiche del Veneto. Gli operatori turistici si lamentano per l’impennata di disdette ricevute per via del focolaio di coronavirus nel centro migranti sito proprio in spiaggia. E le associazioni degli operatori turistici chiedono al governo un pronto intervento.

La stagione già negativa va a rotoli

Salvare il salvabile, cioè questi pochi mesi di stagione estiva che passerà alla storia come l’anno nero del turismo italiano, il 2020. Questo in buona sostanza ciò che chiedono gli operatori turistici di Jesolo, in Veneto. Dopo il lockdown che ha fatto partire in ritardo la stagione, dopo le riaperture a rilento, con le misure di sicurezza da osservare e con la paura della gente da contrastare, adesso c’è la questione dei richiedenti asilo con i nuovi focolai nei centri di accoglienza, uno di questi proprio a Jesolo.

«Siamo subissati di disdette, allontanate i richiedenti asilo», questo l’appello dettato da un sentimento di disperazione degli operatori del turismo di Jesolo. Come riporta «il Giornale», gli operatori turistici di Jesolo sono allo stremo, perché dopo che è stato scoperto e pubblicizzato, giustamente, il nuovo focolaio Covid nel centro migranti sulla spiaggia, i turisti scappano via e chi aveva prenotato, corre a fare disdetta.

Ed è per questo motivo che adesso questi operatori del settore, che in questi mesi avrebbero dovuto salvare la stagione partita in considerevole ritardo, chiedono l’allontanamento dei richiedenti asilo politico.

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Si teme lo scontro tra politica e operatori turistici

Jesolo, al pari di altre città e zone dello stivale, vive di turismo e la grave crisi del Covid ha messo in ginocchio tutto il settore. Ci mancava solo la questione del focolaio nel centro di accoglienza a minare ancora di più economicamente la situazione. E si rischia di arrivare allo scontro tra politica ed operatori se le istanze di questi ultimi non venissero assecondate.

Nonostante l’impegno profuso dal governatore Zaia, le vicissitudini relative al Covid, che ha visto il Veneto come una delle regioni prima colpite e più pesantemente vessate dalla pandemia, hanno messo in ginocchio il settore turistico su tutto il litorale veneto. Già l’assenza di stranieri è un fardello pesante da sopportare, ma adesso c’è anche la questione migratoria. Sulla spiaggia di Jesolo, è stato allestito un centro migranti gestito dalla Croce Rossa ed è proprio in questo centro che nei giorni scorsi sono emersi casi di positività al coronavirus.

Naturalmente la notizia ha fatto subito il giro delle Tv e del Web e molti che avevano prenotato le vacanze ed i soggiorni nella località turistica veneta, hanno fatto disdetta perché evidentemente e giustamente, la paura del contagio è ancora viva e vegeta. Per questo ora gli operatori chiedono che venga smantellata la struttura di accoglienza. Il focolaio in quel centro è piuttosto grande, perché sono ben 42 i migranti trovati positivi al Covid.

“Dal momento in cui si è avuta notizia della presenza all’interno della Croce Rossa di numerose persone positive al Covid-19, noi operatori turistici siamo stati letteralmente subissati di disdette nonché di richieste di informazioni relativamente alle condizioni di sicurezza delle nostre spiagge e delle nostre strutture ricettive", questo il contenuto di una lettera di aiuto che gli operatori hanno spedito all’indirizzo del Viminale.