Autore: Luca D

Stati Uniti - Polizia di Stato

Gli Stati Uniti sono sottosopra: saccheggi, incendi, uccisioni e coprifuoco

La situazione negli Stati Uniti d’America sta per sfuggire di mano, le proteste continuano da 6 giorni e si fanno sempre più violente e pericolose.

Negli Stati Uniti proseguono le proteste e le manifestazioni, sempre meno pacifiche, della popolazione. In seguito all’uccisione di George Floyd, a Minneapolis, tutti gli Stati Uniti sono stati investiti da una forte ondata di proteste, spesso non pacifiche. Da Los Angeles a New York, in tutte le città principali, i cittadini sono scesi in piazza per dire, ancora una volta, stop al razzismo e alle violenze della polizia. In molti casi si sono registrati episodi non particolarmente felici come spari, lancio di oggetti e auto incendiate.

Esercito, bunker e coprifuoco notturno: la degenerazione delle proteste

Il problema del razzismo e degli abusi di potere negli Stati Uniti non è mai stato risolto definitivamente. Nel 2015 gli sportivi afroamericani più importanti di tutto il paese avevano più volte manifestato il loro disappunto per alcuni episodi che vedevano coinvolta la polizia. Negli ultimi anni le storie in cui i poliziotti abusano del loro potere, picchiano e, a volte, uccidono persone di colore sono cresciute esponenzialmente e con esse la rabbia del popolo.

Pochi giorni fa, a Minneapolis, un gruppo di poliziotti già noti alla cronaca per episodi del genere, hanno causato il decesso di George Floyd. Da quel momento la situazione è esplosa, degenerando completamente nel corso dell’ultimo weekend. Donald Trump ha mobilitato la guardia nazionale, cioè l’esercito, in 15 stati. Inoltre in molte città, inclusa la capitale Washington, è entrato in vigore il coprifuoco notturno, a confermare il clima di tensione che si è venuto a creare.

Secondo alcuni media americani, durante le proteste di venerdì notte, la sicurezza di Donald Trump avrebbe preferito trasferire il presidente nel bunker della Casa Bianca. La situazione all’esterno della residenza del presidente si era fatta molto violenta e pericolosa. Le proteste sono durate quasi l’intera notte e, in alcune fasi, si sono fatte particolarmente violente. Al lancio di oggetti da parte dei manifestanti è seguito l’utilizzo di gas urticanti e lacrimogeni da parte della polizia metropolitana ma anche da parte dell’esercito mobilitato dalla sindaca di Washington.

Oltre 4.000 arresti tra cui la figlia del sindaco di New York

Nel corso del weekend sono state arrestate quasi 4.000 persone in tutti gli Stati Uniti, Los Angeles è stata la città più colpita dagli arresti. Le accuse mosse nei confronti dei fermati sarebbero quelle di violazione del coprifuoco, furto e danneggiamento. Tra i numerosi arresti ci sarebbe anche quello della figlia 25enne del sindaco di New York, personaggio che ha guadagnato tanto rispetto durante la difficile gestione dell’emergenza coronavirus.

In molte città in cui le manifestazioni non sono sfociate nella violenza e nel disordine, la polizia ha aderito a tali manifestazioni partecipando a cortei e canti oppure inginocchiandosi in terra, riprendendo il gesto di molti sportivi americani che, in segno di protesta contro violenza, razzismo e abusi, si inginocchiano durante l’inno nazionale.