Autore: Redazione

Isis - Terrorismo - Sicurezza del volo

Giubileo e rischio terrorismo: ecco il piano di sicurezza per i cieli di Roma

Inizia il Giubileo e dopo i recenti attentati rivendicati dall’ISIS in Francia e USA anche per Roma è allarme terrorismo. In questo articolo si passano in rassegna le misure adottate per la sicurezza del traffico aereo su Roma.

Si chiamano NOTAM, abbreviativo inglese per NOtice To AirMan, informazioni per gli aviatori. Sono bollettini ufficiali emessi dalle agenzie che controllano il traffico aereo in ciascuna nazione e servono ad avvisare i piloti in merito agli spazi aerei preclusi al loro volo oppure nei quali è necessario tenere condotte particolari.

Per il giorno di apertura del Giubileo ENAV, ente nazionale assistenza al volo, ne ha emessi una serie dando disposizioni a tutti coloro che vorranno volare negli spazi aerei intorno alla Capitale.

I NOTAM ci dicono molto del “dispositivo di difesa aerea” per il Giubileo, perché la Prefettura ha diffuso informazioni sulle difese a terra, ma di quello che avverrà sopra le nostre teste non si è parlato tranne brevi accenni del prefetto Gabrielli al fatto che “i droni e i velivoli ultraleggeri non devono volare”.

Giubileo 2015/16: le misure di sicurezza per il volo

Prima di tutto sono stati chiusi, per alcuni giorni particolari, gli aeroporti minori e le aviosuperfici dell’intera regione Lazio, poi è stata istituita una zona di 5 miglia (quasi 10 chilometri) di raggio centrata sul Vaticano entro la quale sarà vietato qualsiasi tipo di volo, una bolla impenetrabile a qualsiasi mezzo aereo. Al di fuori di questa sfera ce ne sarà un’altra, concentrica, di 35 miglia di raggio (quasi 70 km) nella quale sarà vietato il cosiddetto “volo a vista”, quello che praticano gli appassionati, ma dove potranno transitare gli aerei di linea diretti gli aeroporti romani.

Ci sarà un’ulteriore bolla di 50 miglia di raggio (quasi 100 km) entro la quale potranno volare gli aerei di linea e agli altri velivoli verrà richiesto di inoltrare il piano di volo almeno due ore prima. Tecnicamente quest’area si chiama ADIZ, cioè zona di identificazione per la difesa aerea, nella quale i velivoli che entrassero senza essere riconosciuti sono soggetti ad intercettazione da parte di un velivolo della difesa aerea. Per le intercettazioni ci sono regole internazionali, molto esplicite: dopo uno o più avvertimenti, il velivolo intercettato sa che “non è più assicurata la sua sicurezza”, ossia possono essere usate contro di lui le armi di bordo.


Aree interessate dai NOTAM dell’8 dicembre, fonte Volare Sicuri

In più ci sono aree predisposte per il transito dei velivoli a pilotaggio remoto Predator dalla base di Amendola fino alla Capitale perché, con i loro sensori e le oltre 14 ore di autonomia di volo, possano fornire preziose informazioni invisibili da terra. A quote superiori ci sono aree riservate agli intercettori, velivoli Eurofighter, che, se necessario, potranno rifornirsi in volo da un Tanker B-767 in un’area apposita sopra il Lazio.

Non sappiamo (ed è giusto così!) quando gli intercettori saranno in volo, ma è certo che nei momenti di massimo interesse ci saranno per difendere il cielo di Roma. L’Aeronautica Militare, come ha detto il Capo di stato maggiore, il generale Preziosa,

“metterà a disposizione la professionalità e l’esperienza maturata in anni di controllo dello spazio aereo”

in Italia e in molte attività all’estero, non ultima quella sui cieli del Baltico a favore della Nato. Controllori di volo della difesa aerea affiancheranno quelli civili.

Discorso a parte vale per i droni di piccole dimensioni (ce ne sono che pesano solo 300g e possono volare per 7-8 minuti). Di loro si occuperanno Polizia e Carabinieri e un ruolo fondamentale lo giocheranno le informazioni e la capacità di analizzarle e distribuirle rapidamente.

La seguente presentazione scaricabile realizzata da Volare Sicuri spiega nel dettaglio tutte le direttive in atto in occasione del Giubileo ed è corredata di illustrazioni e cartine.

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