Gianni Rivera dice no al vaccino anti-covid: il caso che fa discutere

L’ex calciatore Gianni Rivera è tornato a far parlare di sè, dopo aver detto no al vaccino contro il coronavirus. Il caso scoppiato durante una puntata di ’Porta a Porta’.

Tutti conoscono o hanno sentito parlare almeno una volta nella propria vita di Gianni Rivera, il grande talento del calcio italiano che giocò in seria A negli anni ’60 e ’70. Con una carriera politica alle spalle, negli ultimi giorni non ha mancato di far parlare nuovamente di sè.

Il perchè della notizia che ha Gianni Rivera come bersaglio di critiche e aspri commenti ha a che fare con la campagna di vaccinazione anti-covid in Italia e la scelta di vaccinarsi, o meno. Al momento, infatti, non vige l’obbligo di vaccinazione nel nostro paese, ma vero è che i medici, ed i virologi in primis, consigliano caldamente di farlo.

Ebbene, pare che Gianni Rivera non intenda rispondere all’invito ed anzi, durante una puntata del noto programma televisivo ’Porta a Porta’ condotto da Bruno Vespa, avrebbe nitidamente dichiarato che non intende affatto vaccinarsi contro il coronavirus.

Gianni Rivera è contrario all’inoculazione del vaccino anti-covid

Non stupisce che le dichiarazioni di Gianni Rivera abbiano subito creato un vespaio di polemiche, specialmente sui social, dove gli utenti continuano ad essere molto attivi su argomenti come covid, vaccinazioni e situazioni contagi.

Ebbene, come sopra accennato, alla domanda di Vespa ’Ti sei vaccinato?’, Rivera ha risposto: "No, non ci penso proprio. Perché ho delle notizie negative, qualcosa già si sente. Qualcosa si sa o si viene a sapere. E alcuni virologi dicono proprio di evitare. Io ho fatto il tampone stamattina ed è risultato negativo, io sono tranquillissimo".

Dalle sue parole traspare una sensazione di timore nei confronti dei possibili effetti collaterali del vaccino anti-coronavirus ed altresì una certa sicurezza e fermezza nell’affermare che non intende sottoporsi al vaccino, qualsiasi esso sia.

In effetti le sue parole non debbono stupire eccessivamente, giacchè una cospicua schiera di persone contrarie alla somministrazione esiste da un bel pezzo. Ciò che però fa scalpore è il no secco al vaccino in una trasmissione televisiva, peraltro espresso da un personaggio molto conosciuto, non soltanto da chi è appassionato di sport.

Prima Vespa in tv e poi il virologo Burioni via Twitter rispondono all’ex calciatore

Se certamente stupisce la risposta di Gianni Rivera, di certo non sorprende la reazione degli esperti di medicina, i quali sottolineano che l’ex calciatore - con queste parole - non avrebbe dato il ’buon esempio’ e si sia, in qualche modo, ’cercato’ le critiche.

"Campioni nello sport, ma babbei nella vita. Che amarezza, pensando a quanto gli sportivi potrebbero fare per il bene comune", sono state le parole con cui il virologo Roberto Burioni su Twitter ha commentato le recenti dichiarazioni pubbliche di Gianni Rivera.

E lo stesso Bruno Vespa non ha mancato di esprimere il suo disappunto, subito dopo le parole di Gianni Rivera. "Io ci rimango così male…", ha risposto il conduttore a Gianni Rivera quando quest’ultimo gli ha detto che non vuole assolutamente vaccinarsi.

"Se sono tra quelli sfortunati che vengono vaccinati e muoiono?" ha poi aggiunto l’ex campione. Di seguito, Vespa ha poi sbottato "Ma dai, alla tua età non è morto nessuno, neppure ricoverato". Ma l’ex calciatore ha insistito: "Se facessi parte della percentuale bassissima, mi darebbe fastidio".

In questo inaspettato botta e risposta, il giornalista ha dunque rimarcato che non ci sono morti tra over 60 per il vaccino: "No, non esiste, Gianni. Ma come c’è? Che l’abbiamo nascosto? Non c’è una sola persona sopra i 60 anni che ha avuto un problema". Ciò però non è bastato a far cambiare idea a Gianni Rivera.