Galli smentito da ospedale Sacco su variante inglese, la replica: «Vedremo tra 15 giorni»

Galli smentito da ospedale Sacco su variante inglese, la replica: «Vedremo tra 15 giorni»

L’infettivologo del Sacco di Milano ha precisato che il laboratorio che dirige ha determinati dati e che ora si limiterà ad aspettare 15 giorni per aspettare, a quel punto, quale sarà la percentuale di variante inglese nei casi isolati.

Da quando è esplosa l’emergenza coronavirus Massimo Galli si è spesso preso l’onere di dire cose che non fanno piacere a cittadini, in molti casi estenuati da tutte le rinunce sociali ed economiche a cui la pandemia in atto li costringe.

I dati di fatto gli hanno dato spesso ragione. Nella giornata di giovedì, però, si è verificata qualcosa che è andata oltre le possibili voci discordanti, di attendibilità scientifica o meno, rispetto alla sua opinione.

Galli smentito: il riepilogo della vicenda

Stavolta, infatti, a emettere un comunicato che, in un certo senso, mette in discussione le sue parole è stata la struttura in cui lavora, il Sacco di Milano.

Galli, in una dichiarazione, aveva fatto intendere che, tra i malati Covid, almeno un letto su tre tra quelli che segue come infettivologo sarebbe stato contagiato dalla variante inglese del virus.

Numeri che, però, sono stati smentiti da una comunicazione ufficiale dell’ospedale. «Attualmente - si è potuto leggere nella nota - le percentuali di varianti identificate (verificate secondo le indicazioni del Ministero della Salute e dall’ISS o su controlli a campione) sono in linea con la media nazionale ed inferiori alla media regionale».

L’ospedale ha, inoltre, raccontato di 314 pazienti Covid ricoverati tra il 23 dicembre ed il 4 febbraio 2021. Ma soprattutto che, nei 50 sequenziamenti effettuati, solo sei positivi sarebbero stati contagiati dalla variante inglese. Nessun caso, invece, di variante brasiliana o sudafricana.

Smentita ospedale su Galli, l’infettivologo spiega il suo punto di vista

La replica di Galli è arrivata attraverso delle dichiarazioni rese nel corso della trasmissione L’aria che tira, in onda su La7. «Esistono - ha evidenziato - due velocità diverse. Quelle del laboratorio di ricerca che dirigo e che ha determinati dati, ovviamente soltanto sui pazienti che è previsto possano entrare in uno studio autorizzato. E quindi sono i dati che riguardano fondamentalmente il mio reparto e poco altro. E quelli credo successivamente garantiti dall’ospedale».

«Mi pare - ha precisato - veramente una questione che definire di lana caprina è definire poco». «Se vogliamo divertirci - ha proseguito - su questa questione, divertiamoci. Non dirò più una parola su questo probabilmente, quello che farò è semplicemente aspettare quindici giorni».

«Tra quindici giorni - ha aggiunto - vorrò vedere quale sarà la percentuali di varianti inglesi isolate sul totale degli isolamenti fatti e delle valutazioni fatte». «Se poi, per motivi politici, si ha paura - ha incalzato - di affrontare determinati argomenti perché non sono comodi, francamente non so cosa farci».

«Per quanto mi riguarda - ha concluso Galli - chi ha voglia di chiacchierare, chiacchieri pure anche sui social. Il dato di fondo è che purtroppo il problema esiste. E posso anche aspettare, non tranquillamente perché chiaramente la cosa mi preoccupa, gli eventi per poi vedere chi avrà avuto ragione e chi torto. Spero solo di avere torto nei termini della riduzione e nella mitigazione del fenomeno, se ci diamo ulteriormente da fare».

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