Futuro Governo Draghi e elezione presidente della Repubblica, il punto di vista di Matteo Renzi

Il leader di Italia Viva è stato ospite della trasmissione L’aria che tira in onda su La7

«Al governo Draghi la spina non la stacca nessuno». Ne è convinto Matteo Renzi. L’ex presidente del Consiglio è leader di Italia Viva è stato ospite della trasmissione L’aria che tira, in onda su La7. Nella circostanza ha dichiarato che "alle elezioni si va nel 2023”. Parole che, in qualche modo, lasciano intendere che questa legislatura, a suo avviso, è destinata a proseguire fino alla sua naturale scadenza.

Matteo Renzi a L’aria che tira si dice «felicissimo» che Mattarella e Draghi siano i più amati

Matteo Renzi può essere considerata una figura chiave degli ultimi anni della scena politica. Non a caso anche oggi il Paese è polarizzato su due personalità che, in qualche modo, occupano il proprio ruolo per una parte attiva avuta proprio dal leader di Italia Viva.

Renzi era, infatti, presidente del Consiglio quando venne eletto il presidente della Repubblica e ha giocato un ruolo decisivo nel momento in cui il suo partito ha ritenuto che rispetto al Conte bis, in precedenza sostenuto, servisse altro.

«Sono felicissimo - ha detto - che oggi Mattarella, che è stato eletto dal Parlamento e non da me, e Draghi che è stato scelto da Mattarella siano le due personalità più amate nel Paese».

«A me - ha scritto - fa un po’ sorridere quando mi dicono: ‘Ah, però tu sei odiato da tutti’. Bene, però le scelte che tutti insieme, che anch’io ho contribuito a fare, che noi abbiamo fatto, sono scelte che agli italiani piacciono. Questo è un fatto positivo».

Elezione presidente della Repubblica, Matteo Renzi: «Toto nomi ultima cosa da fare»

Presto, però, sarà nuovamente il tempo di votare per il Quirinale. «È ancora presto. Mancano - ha dichiarato Renzi - sette mesi, il presidente si chiama Mattarella e ha il diritto di essere considerato fino all’ultimo giorno nella pienezza dei suoi poteri».

Il passare delle settimane farà si che, per forza di cose, iniziano a farsi strada i possibili nomi candidati all’elezioni. Per il leader di Italia Viva, però, non è ancora il momento di delineare figure in maniera specifica, ma preferisce disegnare un profilo ideale.

«Io - ha detto - penso che l’ultima cosa da fare sia il toto nomi. Io vorrei un presidente della Repubblica europeista, e quindi per questo ad un certo punto abbiamo detto no all’operazione Salvini che aveva preannunciato al Papeete e no a chi come Zingaretti voleva andare a votare per regalare il Paese a Salvini. E meno male che abbiamo detto di no».

«Dall’altro lato - ha proseguito - dico che, secondo me, il presidente della Repubblica sarà comunque un’espressione importante della storia italiana in linea con l’atlantismo, quindi per gli americani e per l’Europa».

Tra non molto la questione Quirinale diventerà, dunque, attuale. «Tra otto mesi - aveva dichiarato Sergio Mattarella - il mio incarico termina. Io sono vecchio, tra qualche mese potrò riposarmi». Parole che, al momento, sembrano allontanare l’ipotesi di un mandato bis.