Freedom day Inghilterra: il significato di questa giornata, stop alle restrizioni Covid

Inizia una fase in Inghilterra che sarà guardata con interesse da tutto il mondo

Lo hanno ribattezzato «Freedom Day». In attesa di capire quali saranno i suoi effetti, il 19 luglio sarà per l’Inghilterra un giorno storico. Da oggi il Covid non comporterà più le regole con cui si è imparato a convivere negli ultimi mesi. Una scelta che non convince gli scienziati, ma per la quale c’è attesa di capirne gli effetti. Anche per valutarne l’eventuale possibilità di proiettare la cosa a livello internazionale.

Il Significato di Freedom Day per l’Inghilterra

Si chiama Freedom Day (Giorno della Libertà) perché cadono gli obblighi che il contesto epidemiologico ha richiesto fino al momento.
L’idea che si possano allentare tutte le restrizioni con decine di migliaia di casi al giorno appare un controsenso.

Ha, però, una base di ragionamento, seppur essa non convinca tutta l’opinione scientifica. Oltre Manica si registra, infatti, un alto livello di infezioni quotidiane, ma un basso numero di ospedalizzazioni per effetto di un’elevata percentuale di vaccinati.

Restrizioni Covid: idea dello stop dipende da livello di vaccinazioni

Limitata fortemente l’ospedalizzazione, il ricovero in terapia intensiva e, di conseguenza, anche i casi gravi e le morti, in Inghilterra si è puntato sulla possibilità di vedere il Covid sotto una nuova luce. Ad esempio cadono tutti i vincoli legati ai locali notturni, le limitazioni relative a cinema, teatri o eventi pubblici. Non sarà, inoltre, più obbligatorio usare la mascherina al coperto e mantenere il distanziamento.

Ricoveri e morti per Covid porebbero essercene ancora

In Inghilterra c’è consapevolezza che la maggiore diffusibilità della variante Delta porterà inevitabilmente, sui grandi numeri delle infezioni, a nuove ospedalizzazioni e morti, ma si ritiene e si auspica che ciò possa avvenire con numeri nettamente inferiori alle proporzioni che si avevano in precedenza nel rapporto contagi-casi gravi.

Un prezzo da pagare che, però, esiste già per ad esempio altri virus come quello influenzale, il cui impatto non ha però generato nella storia la necessità di chiusure. Che gli effetti possano essere gli stessi è, ovviamente, un esito ancora da verificare.

Sia ben chiaro, però, che a regalare una prospettiva anche solo ipotetica di questo tipo agli inglesi è l’alto tasso di vaccinati. Il vaccino, com’è noto, ha, anche con queste nuove varianti emerse, la capacità di ridurre drasticamente la possibilità di sviluppare una patologia Covid seria.

La stessa possibilità di contagio è ridotta sensibilmente dall’azione del vaccino. Le cronache raccontano di locali e discoteche nuovamente affollati dopo che molti di essi non avevano mai riaperto l’attività da quel marzo 2020 in cui tutto è iniziato.

Restrizioni Covid: Inghilterra sarà osservata speciale nelle prossime settimane

La consapevolezza che tutte queste libertà possano comunque acuire i rischi esiste. Pur avendo buona parte della popolazione vaccinata, permane sempre il rischio che un’elevata diffusione ed incontrollata del virus possa, in qualche modo, ugualmente penetrare verso quelle fasce di popolazione fragili e per qualche motivo non vaccinate.

L’idea che, comunque vadano le cose, ci potrebbe comunque essere un prezzo da pagare in termini di vite umane (anche se molte meno rispetto al passato) fa sì che non tutti, anche nel Regno Unito, approvino questa linea. Di certo c’è che tutto il mondo guarderà con interesse all’evoluzione delle cose.