Autore: B.A

Firenze, il drammatico momento di molte badanti, un parroco cerca di aiutarle

Purtroppo c’è un mondo nascosto di fragilità, difficoltà e crisi e la politica, anche se parla di aiuti, fino a questo momento non ha prodotto nulla.

Si dice che sugli aiuti economici da dare a famiglie, lavoratori, imprese e tutti i soggetti in crisi economica e in emergenza sanitaria, occorre fare presto. Una linea di pensiero questa, che è esattamente la realtà dei fatti. Chi è rimasto senza lavoro o chi ha la bottega chiusa, non può attendere che la burocrazia faccia il suo corso. Questo vale per le misure di aiuto italiane e per le misure di aiuto europee. Ogni giorno che passa la situazione per milioni di lavoratori e per milioni di famiglie, è sempre più drastica.

E c’è una parte di società dimenticata da tutti, che vivono una a autentica tragedia. Il governo da giorni ha detto di voler provvedere anche a questa particolare parte della società, cioè al mondo delle badanti e delle collaboratrici domestiche che oltre al lavoro e quindi al reddito, in molti casi hanno perduto anche la casa. Un tipico esempio di ciò che sta accadendo è quanto emerge da Firenze, dove la denuncia arriva da un parroco che si sta adoperando per venire incontro a molte di queste persone che sono rimaste senza casa e senza lavoro.

Un parroco ucraino dal gran cuore

Il governo dicevamo, sembra intenzionato a porre fine a questa anomalia, cioè al fatto che fino ad oggi un intero settore lavorativo è rimasto senza tutele, senza alcuna misura di aiuto, quasi fosse inesistente. Nel decreto di aprile si parla di cassa integrazione da estendere alle badanti (misura difficile e destinata se mai venisse avviata, solo alle badanti in regola con il contratto), oppure di reddito di emergenza, con un bonus da destinare a queste categorie di lavoratori. Il decreto di aprile però arriverà a fine mese, con domande di accesso alle misure che potrebbero partire a maggio e chissà quando le prime erogazioni dei benefit.

Ci vuole ancora tempo, ma alcune situazioni tempo non ne hanno. Da Firenze, un parroco, Volodymyr Voloshyn, Ucraino di nascita, racconta la situazione disperata in cui si trovano molte assistenti domestiche. In seguito alla dirompente pandemia, molte badanti hanno perduto il lavoro. A volte per la prematura scomparsa degli anziani a cui prestavano assistenza, molti dei quali deceduti a causa delle complicanze del coronavirus.

Altre volte, perché le famiglie italiane, a causa del blocco di molte attività lavorative, non possono più permettersi la badante, o decidono semplicemente di prendersi cura da soli del proprio anziano. Resta il fatto che le cessazioni dei rapporti di lavoro sono in aumento, e lo conferma anche il parroco ucraino che cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione. Ed è proprio il parroco che alle badanti che si rivolgono a lui, cerca di dare un aiuto.

Vite a rischio

Molte di queste lavoratrici vorrebbero tornare a casa loro adesso che hanno perso il lavoro ed è complicatissimo trovarne uno nuovo. Infatti non si trovano voli aerei per espatriare, perché naturalmente tutto è fermo a causa del coronavirus. Pochi voli ed anche chi riesce a partire, trova qualcosa di simile al razzismo a casa loro. Infatti, al parroco arrivano testimonianze di ragazze che sono riuscite a tornare in Ucraina, e i loro familiari le hanno accusate di portare il coronavirus dall’Italia.

Volodymyr Voloshyn, parroco della parrocchia ucraina di Firenze, conosce molte delle badanti del capoluogo Toscano. E ci tiene a precisare che sono numerose quelle che hanno denunciato di aver perso anche la casa, perché abitavano con l’anziano deceduto o con la famiglia che non le vuole più. Adesso vivono in alloggi di fortuna, condividendo appartamenti, spesso piccoli, in tre o quattro in piccoli alloggi, arrangiandosi come possono. Senza considerare che molte di loro lavoravano in nero.

Voloshyn poi mette in luce il caso di una badante della vicina Prato, costretta a lasciare la casa della propria anziana perché la famiglia, in seguito alla crisi economica, non ha più soldi per pagarla. E si tratta di un caso limite, con la donna che non sa dove andare. La parrocchia si sta adoperando per trovarle una sistemazione, ma sicuramente ci sono molte altre donne, quasi tutti straniere, che non sanno dove andare e non sanno nemmeno chiedere aiuto.