Fine pandemia, Draghi: «C’è speranza sia finalmente in vista»

Fine pandemia, Draghi: «C'è speranza sia finalmente in vista»

Il presidente del Consiglio è intervenuto nel corso del B20 Summit

Quando ci sarà la fine della pandemia? La domanda ricorre da ormai un anno e mezzo e non è mai stato possibile dare una risposta precisa. Non può darla con esattezza neanche la scienza, la cui azione è risultata decisiva nella possibilità di entrare in una fase di convivenza con Covid come quella attuale.

Draghi, intervenuto nel corso del Summit B20

Un periodo in cui l’effetto dei vaccini sta rendendo la situazione più controllabile, sia sul fronte degli effetti sulle persone che della tenuta ospedaliera. Su questo e su ciò che potrebbe riservare il futuro sono arrivate le parole di Mario Draghi, in occasione del suo intervento il Summit B20.

Fine pandemia: non è ancora tempo, ma si intravede all’orizzonte?

C’è, infatti, un passaggio dell’intervento del presidente del Consiglio dedicato proprio all’evoluzione della situazione pandemica, con uno sguardo al futuro che regala uno scorcio di ottimismo abbastanza netto.

«Abbiamo - ha detto Mario Draghi - somministrato più di sei miliardi di vaccini in tutto il mondo. I nostri sforzi congiunti ci hanno aiutato a tenere sotto controllo la pandemia in molti paesi e ci danno la speranza che la sua fine sia finalmente in vista».

La presenza della parola «speranza» chiarisce come non si tratta di un orizzonte certo, il fatto che però il capo del governo si esprima in questi termini chiarisce come oggi la situazione epidemiologica, con tutti i fattori in gioco, possa essere considerata decisamente meno drammatica dei periodi peggiori.

Draghi ricorda la sinergia tra governi e imprese in tempo di Covid

Nel corso del suo intervento Mario Draghi ha, inoltre, specificato quanto la sinergia tra pubblico e privato nel campo dei vaccini abbia rappresentato una strategia vincente nel tentativo di venire a capo da una situazione particolarmente spinosa come il coronavirus.

«Lo sviluppo rapido di vaccini efficaci contro il Covid-19 - ha dichiarato il premier - mostra come la cooperazione tra governi e imprese può letteralmente salvare vite umane».

Draghi, in particolare, ha messo in rilievo come grazie «all’ingegno del settore privato» lo sviluppo de preparati sia davvero in tempi molto più brevi rispetto alla normalità che avrebbe richiesto dieci anni.

«I governi - ha ricordato Draghi - da parte loro hanno fornito generose sovvenzioni per finanziare il lavoro di laboratori, sperimentazioni cliniche e produzione di vaccini».

Le riaperture dall’11 ottobre

Il tutto mentre in Italia ci sono decisioni che sanno di normalità, seppur con Green Pass e mascherina. In zona bianca si registrerà l’apertura delle discoteche al 50%, con locali all’aperto che potranno accogliere persone fino al 75% della normale capienza.

Negli stadi si arriva al 75%, al 60% per gli impiati al chiuso. Da lunedì 11 ottobre, sempre in zona bianca, tornano a capienza piena cinema, teatri, luoghi di cultura, sale per concerti e musica dal vivo. In zona gialla, per queste ultime categorie, si tornerebbe al dimezzamento dei posti, con chiusure in caso di zona arancione o gialla. In giallo gli impianti sportivi passerebbero al 50% all’aperto e al 35% al chiuso.