Autore: B.A

Coronavirus

2
Lug 2020

Feste, movida e niente precauzioni! «Gli italiani non sono imprudenti, sono malati di ansia depressiva reattiva»

Gli psichiatri tendono a dare una giustificazione differente da ignoranza e imprudenza per giustificare i comportamenti delle persone che sembrano sottovalutare il Covid.

Da Nord a Sud, in ogni Regione d’Italia, sono migliaia i cittadini che sembrano aver dimenticato il coronavirus. Le scene della movida, degli Happy Hour, degli assembramenti, sono all’ordine del giorno, tanto è vero che molti amministratori locali sono stati costretti a intervenire limitando le attività commerciali nelle ore di punta, dal momento che la gente adottava comportamenti che sembravano di sfida nei confronti della pandemia.

Ma non c’è solo la movida per strada e sulle spiagge, perché molte sono le persone che tra feste in casa e contatti sociali, non adottano più alcuna misura di sicurezza relativa al coronavirus. Niente distanziamenti, niente mascherine, niente di niente. Ma perché gli italiani sembrano aver immediatamente cambiato modo di vita, a poche settimane dal lockdown e dal picco della pandemia?

L’Italia è un popolo di irresponsabili o c’è dell’altro? Come si legge dalle pagine dell’agenzia di stampa “adnkronos”, parlare di irresponsabilità non è propriamente giusto. Infatti dietro questi comportamenti di migliaia di italiani c’è un disturbo psicologico. Lo afferma Adelia Lucattini, psichiatra, psicoanalista ed esperta in omeopatia e medicine non convenzionali.

SI chiamano disturbi “Covid-indotti”

Adelia Lucattini, nota psichiatra e psicoanalista sottolinea come i comportamenti di molti italiani, giovani e meno giovani, hanno poco a che fare con irragionevolezza, irresponsabilità e sprezzo del pericolo. Infatti secondo la psichiatra Adelia Lucattini, chi si comporta così ha dei disturbi psicologici legati proprio alla pandemia. In pratica, i soggetti che oggi sembrano dei temerari a non adottare più alcuna misura di sicurezza legata alla pandemia da Covid-19, hanno patologie Covid-indotte, cioè collegate proprio a quello che abbiamo vissuto con il lockdown e l’emergenza epidemiologica.

Migliaia di italiani violano ogni regola, non adottano più alcuna precauzione anti-contagio Covid (mascherina, feste in casa, happy hour, movida e contatti sociali). Sembra quasi che molti italiani ormai non avvertano più il pericolo, come se i rischi non esistessero. Secondo la Lucattini, la patologia di cui si soffre, il disturbo collegato al Covid è “l’ansia depressiva reattiva”, cioè la risposta della mente di una persona alla paura. In altri termini, l’effetto del coronavirus sulle persone, porta per chi soffre di questo disturbo, a negare la realtà, il tutto partendo da una inevitabile inversione dello stato dell’umore.

L’ansia depressiva post Covid la fa da padrona

«Le prime riaperture della fase 2 hanno causato una serie di disturbi da ansia pura, quella rimasta congelata durante la chiusura ed esplosa alla ripresa con attacchi di panico, agorafobia o claustrofobia, per fortuna regrediti in breve con il ritorno all’aria aperta e alle abitudini quotidiane», questo il quadro esposto dalla psichiatra intervistata dall’agenzia adnkronos e che suggerisce delle terapie integrate atte a consentire a chi ne soffre, di superare questi e disturbi Covid-indotti. Se già con la Fase 2 si erano manifestati i primi segnali di squilibrio in migliaia di persone, adesso con la Fase 3, è l’ansia depressiva reattiva di cui parla la psichiatra, a farla da padrona.

«C’è chi è totalmente inibito dalla paura del contagio, quindi prende precauzioni eccessive, dalla mascherina fissa all’evitare contatti con le persone e chi al contrario sfida il virus, negando la realtà e soprattutto sottovalutando i rischi per se stesso per gli altri», questo ciò che la psichiatra ha ribadito, puntando l’indice verso i due estremi, cioè quelli che ormai sono nettamente impauriti dal virus e chi invece fa finta che non esista proprio.

I giovani sono i più colpiti

I comportamenti che sembrano irresponsabili non fanno distinzioni di età, perché riguardano tanto i giovani quanto i meno giovani. Ci sono però fasce di popolazione che secondo la Lucattini sono più colpite dal disturbo. "I più colpiti da quest’ansia depressivo-reattiva sono i giovani sotto i 18 anni e tra 26 e 37 anni”, queste le fasce dove la problematica sembra aver colpito maggiormente.

Inevitabilmente quindi, il Covid ha lasciato tracce negli italiani, che oltre a questa ansia depressiva, adesso fanno i conti con l’insonnia di tipo ansioso con difficoltà a prendere sonno, e con l’insonnia di tipo depressivo, in cui le persone crollano alla sera, ma hanno risvegli precoci al mattino prestissimo senza riuscire più a riaddormentarsi. Inoltre c’è chi soffre di disturbi alimentari, dall’aumento della necessità di assumere cibo alla completa perdita dell’appetito.

Anche l’arrivo dell’estate non aiuta, perché molti non hanno organizzato le ferie, molti altri invece pensano che le ferie come gli anni passati saranno impossibili e soprattutto i giovani devono fare i conti con una fine di anno scolastico diversa, senza feste di fine anno, senza cene tra amici, senza gite scolastiche e così via. Tutte mancanza che portano inevitabilmente la mente di un giovane a perdere contatto con la realtà.