Femminicidio a Taranto: uccide la moglie poi tenta il suicidio

Donna uccisa con un coltello da cucina, l’uomo è adesso in ospedale

È una tragedia familiare quella che ha avuto luogo nel tardo pomeriggio di giovedì 22 luglio. Un uomo di 75 anni ha ferito mortalmente la moglie, per poi tentare il suicido. A morire una donna di 72 anni.

Femminicidio Taranto: la ricostruzione

Sarebbero state diverse le coltellate che avrebbero fatto scaturire la morte, arrivate prima che il marito decidesse di farla finita anche lui. L’arrivo dei soccorsi ha constatato il decesso della vittima e ha recuperato l’uomo in gravi condizioni.

L’arrivo sul posto dei Carabinieri ha fatto scattare le indagini dopo aver fatto tutti i rilievi del caso. L’aggressore è stato trasportato in ospedale.

Nel vicinato è emerso grande e triste stupore per l’accaduto, tenuto conto che i protagonisti della triste vicenda vengono descritte come due persone molto tranquille e riservate.

Il femminicidio sarebbe avvenuto nel sonno. L’arma utilizzata sarebbe stata un coltello da cucina e le ferite inferte alla moglie non avrebbero lasciato scampo alla malcapitato.

Ad aprile un’altra tragedia in Puglia

Una brutta notizia che torna a scuotere la Puglia dopo quella che nel mese di aprile si verificò a Cerignola. In quell’occasione un uomo di 83 anni anni uccise a colpi di pistola, legalmente detenuta, la moglie prima di tentare il suicidio.

A morire, in quel caso, una donna di due anni più giovane rispetto all’esecutore di quello che fu un tentativo di omicidio-suicidio. Subito scattò il fermo dei Carabinieri, che lo trovarono disteso a terra e con una ferita alla testa determinata dalla sua volontà di porre fine anche alla propria vita. Da lì il trasporto in ospedale, mentre non ci fu nulla da fare per la donna nel momento in cui sono arrivati i soccorsi.

Omicidi e femminicidi: i numeri di un quadro sempre preoccupante

Quella che ha avuto a luogo a Taranto è stato l’ennesimo omicidio maturato all’interno di un contesto familiare. I primi dati del 2021, pubblicati lo scorso 7 maggio dall’edizione on line di Repubblica, segnalavano che 52 degli 80 omicidi registrati avevano avuto luogo all’interno di una dimensione domestica ed affettiva.

Un dato che fa segnare un rialzo rispetto al 2020, con 5 casi in più che valgono una percentuale del 10,6%. Contesti nel quale spesso le vittime sono di sesso femminile. Nella rilevazione citata dal quotidiano sono 31, sempre tanti sebbene si registri un calo del 13,9% rispetto al 2020.

Delitti che maturano spesso per mano di coniugi, ex coniugi, partner o ex partner. I dati aggiornati al 7 maggio raccontavano, in particolare, come le province di Milano e Monza Brianza si registrasse un dato secondo cui le vittime di omicidio erano tre donne contro zero uomini.