Autore: Rita Parisi

Coronavirus

Fase II e rincari: ecco quanto possono costare un caffè al bar e un taglio dal parrucchiere

L’allarme del Codacons prevede una stangata di 536 euro a famiglia a causa dei rincari in Fase II.

La Fase II è ormai entrata nel vivo e le saracinesche delle principali attività commerciali si sono finalmente rialzate e, se da un lato gli italiani hanno accolto con gioia le riaperture, dall’altro hanno dovuto fare subito i conti con rincari non previsti, a cominciare dalla colazione al bar di cui molti, durante il lockdown, hanno sentito la mancanza. Il prezzo di un caffè al bar, infatti, in una città come Milano, è passato da 0,90 a 1 euro e un cappuccino, che prima dell’emergenza Coronavirus costava 1,30, oggi costa 1,40.

Pare addirittura che al centro di Milano un caffè sia arrivato a costare anche 2 euro. Ma in campo è subito sceso il Codacons, che attraverso il presidente Carlo Rienzi, ha commentato: “Speriamo si tratti di situazioni isolate e che gli esercenti di Milano non decidano in massa di ritoccare i listini per rifarsi dei minori guadagni e dei costi di sanificazioni dei locali”.

Fase II, un taglio dal parrucchiere costa il 25% in più

I rincari in Fase II non hanno interessato solo Milano dal momento che in città come Firenze e Roma il caffè al bar oggi può costare anche rispettivamente 1,70 e 1,50. E l’allarme rincari non ha riguardato solo attività come i bar, ma anche i saloni dei parrucchieri in quanto pare che molti operatori del settore stiano seriamente valutando di aumentare i prezzi dei trattamenti in seguito ai costi da fronteggiare per asciugamani monouso, igienizzanti, mascherine, guanti, grembiuli usa e getta e sanificazioni.

Molte le segnalazioni dei clienti al Codacons che spiega: “Anche i parrucchieri, in base alle segnalazioni, hanno aumentato i listini, con rincari per shampoo, messa in piega, taglio, e altri trattamenti. In base ai costi medi nelle grandi città, il prezzo di un taglio passa da una media di 20 a 25 euro (+25%), ma con punte che arrivano al +66%, dove secondo una segnalazione a Milano il taglio donna in un salone è passato da 15 a 25 euro.”

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Fase II, per gli italiani in arrivo una stangata da 536 euro

Cattive notizie anche per i generi alimentari: nel mese di aprile, i dati forniti dall’Istat hanno registrato un aumento medio dei prezzi del cibo del 2,8%. Secondo le stime dell Codacons, la Fase II rappresenterà una stangata da 536 euro a famiglia. I rincari, secondo l’associazione tutela consumatori, sono stati provocati dalla la prolungata chiusura delle attività durante il lockdown, e dai costi che i commercianti devono fronteggiare per effettuare le sanificazioni e rispettare le misure anti-Covid, senza trascurare il pesante calo dei clienti e dei guadagni. Inoltre, bisogna considerare anche che le regole del distanziamento sociale comportano per forza di cose un minor numero di clienti , e quindi un calo delle entrate.

Nei prossimi giorni sono attesi rincari anche nell’abbigliamento e nel comparto ristoranti , così come per i servizi per la cura della persona (come parrucchieri ed estetiste). Anche il settore turistico potrebbe aumentare i prezzi, sia per quanto riguarda gli alberghi che per i trasporti. Il presidente Codacons Carlo Rienzi ha rivolto un appello agli esercenti e agli artigiani: “Affinché mantengano stabili i prezzi praticati al pubblico, e non cadano nella tentazione di applicare rincari agli utenti per rifarsi dei minori guadagni di questi mesi. Comprendiamo le difficoltà affrontate dal commercio, ma non è certo aumentando prezzi e tariffe che sarà possibile recuperare le perdite: al contrario eventuali rincari allontaneranno gli italiani dai negozi e determineranno una contrazione dei consumi rispetto al periodo pre-Covid, con danni ingenti per tutti.”