Autore: B.A

Fase 2: si va verso la divisione dell’Italia in 3 aree

Il progetto del governo sulla fase 2 prevede la suddivisione in 3 aree del territorio nazionale

L’Italia si divide in 3, questo ciò che si comincia ad ipotizzare per la cosiddetta fase 2. Le riaperture e l’allentamento delle restrizioni saranno diverse in base ad aree geografiche prestabilite, che come dicevamo, dovrebbero essere 3. Ecco tutti i dettagli del progetto al vaglio della task force di esperti che il governo ha nominato per uscire dalla crisi. 

Italia suddivisa in base al contagio

Si va verso la divisione in tre macro aree territoriali sulla cui base verranno prese decisioni su come avverrà la riapertura.All’interno delle stesse macro aree, inoltre, dovrebbero essere individuate ulteriori zone di differenziazione, a seconda della maggiore o minore diffusione del virus. Una cosa che sembra prendere piede è una potenziale riapertura anticipata di alcune filiere.Parliamo del settore moda, dei cantieri, dei mobilifici e dell’automotive.Settori che i tecnici hanno inserito nella fascia di rischio basso.

Si tratta di ipotesi comunque, che però danno un senso alla linea del governo, che dovrebbe pure prevedere monitoraggi ogni due settimane. Ricapitolando, il progetto è una Italia divisa in 3 grandi aree, a loro volta divise in zone e le riaperture già dal 27 aprile, scaglionate in base alle attività, anche bar e ristoranti ma dal 4 maggio. Sono queste le ipotesi a cui stanno lavorando i pool di tecnici ed esperti che dovranno fornire al governo gli indirizzi generali sui quali organizzare l’uscita dal lockdown

Cosa succederà davvero?

Ad oggi certezze poche, perché anche tra Regioni ci sono più di qualche strascico polemico. Dalla Campania per esempio, il governatore Vincenzo De Luca ha dichiarato di chiudere la sua Regione a chi viene da Regioni, a suo dire ancora ad alto rischio contagio. Il riferimento è alla Lombardia, da dove, insieme al Veneto, si chiede a gran voce la riapertura delle attività lavorative, con il governatore del Veneto Luca Zaia che ha dichiarato di voler aprire tutto. In questo momento il governo, sta dando ascolto ai suggerimenti provenienti dal Comitato tecnico scientifico e dalla task force di esperti.

Come riporta l’Ansa, le riaperture dovranno per forza di cose essere previste con differenze tra aree. Sostanzialmente si prevede una apertura su tre zone, cioè Nord, Centro e Sud. E le riaperture potrebbero essere temporanee, cioè soggette a controllo e monitoraggio, perchè se qualcosa dovesse andare storto, si provvederà ad una nuova chiusura. 

Si può quindi ipotizzare che le aree più colpite dovrebbero rimanere con misure più stringenti, comprese quelle sugli spostamenti, soprattutto tra una zona e l’altra, sia all’interno delle macro aree sia tra una macro area e l’altra. Nelle aree dove il virus ha colpito in maniera meno importante si potrebbero prevedere riaperture più ampie. Ed infine, nelle stesse macro aree, come per esempio al Nord, Regioni come il Trentino Alto Adige dovrebbero godere di misure meno rigide rispetto a Piemonte e Lombardia per esempio.