Autore: Luigi Crescentini

Coronavirus

Fase 2 coronavirus, come cambierà la nostra vita dal 4 maggio: tutto quello che c’è da sapere

Come cambierà la nostra vita quotidiana dal prossimo 4 maggio secondo le nuove regole che saranno incluse nel nuovo DPCM per la fase 2 coronavirus.

L’Italia riparte con la fase 2, quella che prevederà una ripartenza graduale delle attività produttive con qualche piccola libertà personale in più: bisognerà sempre attenersi alle regole di distanziamento sociale di almeno un metro, mantenere una corretta igiene delle mani, l’obbligo delle mascherine nei luoghi pubblici al chiuso, nei mezzi di trasporto e, dove non è possibile, mantenere una distanza di sicurezza.

«Il rischio di una risalita della curva di contagi c’è, se non vengono rispettate le regole» come ha anche spiegato il premier Conte. Quindi l’Italia ricomincerà a vivere, le attività produttive potranno riaprire in modo graduale e si dovranno rispettare tutte le dovute precauzioni.

Le mascherine saranno vendute al prezzo fisso di 50 centesimi come suggerisce l’ordinanza firmata ieri sera dal commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri. Sarà ancora necessaria l’autocertificazione per gli spostamenti consentiti all’interno del territorio regionale, ma si prevederà una ’clausola’ in più tra le motivazioni di necessità, quella per le visite ai familiari più stretti.

Le nuove normative saranno in vigore dal 18 maggio, successivamente si passerà al secondo step, salvo che il numero di contagiati (speriamo di no) non risalga nuovamente. Se la curva di contagi dovesse risalire scatteranno automaticamente le misure di contenimento come zona rossa.

L’Italia che riparte: ecco cosa cambierà dal 4 maggio

Per le mascherine, nessun obbligo per bambini con età inferiore ai 6 anni. Secondo il Comitato tecnico scientifico, l’obbligo le mascherine sarà previsto solamente nei luoghi aperti al pubblico non all’aperto, nei mezzi di trasporto pubblici o comunque in tutti i luoghi dove non è garantito il mantenimento della distanza di sicurezza di almeno un metro. Dunque non sarà necessaria per le passeggiate, attività motoria o nei parchi all’aperto mentre si dovrà indossare se si partecipa ad un funerale, se si entra in negozi oppure in uffici pubblici. Un’eccezione sarà fatta per i bambini sotto i sei anni e per le persone che non possono indossarla per motivi di salute. È chiaro, però, che, per ragioni di sicurezza, è meglio tenerne sempre una a portata di mano.

Gli spostamenti, solo nella propria regione

Non saremo ancora del tutto liberi di uscire per motivi non giustificati. Ci potremo muovere, oltre che per lavoro, salute o necessità, anche per andare a trovare i familiari ma solamente se essi si trovano nella stessa regione e sempre con le dovute precauzioni. No agli spostamenti fuori dalla propria regione ma sarà permesso il rientro alle persone rimaste bloccate in altri Comuni a causa delle restrizioni. Sarà tolto il divieto esplicito di spostarsi nelle seconde proprietà.

Attività fisica e motoria solo all’aperto

A partire dal 4 maggio, si potrà fare attività motoria, passeggiate in bicicletta, jogging all’aperto senza alcun obbligo di rimanere in prossimità della propria abitazione. Quindi, ad esempio, si potrà andare in bicicletta individualmente ma si dovranno comunque mantenere le distanze di sicurezza, quindi niente attività di gruppo. Anche i bambini potranno fare attività fisica, accompagnati da un adulto. Continuerà invece il divieto per le attività ludiche e ricreative.

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Parchi e aree per bambini, solo a numero chiuso e con i vigilanti

Toccherà ai sindaci di ogni comune a far garantire il rispetto delle regole, per cui è consentita la riapertura dei parchi e delle aree riservate ai bambini ma dovranno essere sorvegliate dalla vigilanza per evitare assembramenti e per far rispettare le distanze. I parchi riapriranno ma saranno vietate le soste (pic-nic, prendere il sole ecc..): previsto il numero chiuso, i bambini potranno entrare solamente accompagnati da un adulto. Alcuni sindaci hanno, però, già obiettato riguardo questa normativa in quanto non tutti i Comuni hanno a disposizione personale a sufficienza per garantire i dovuti controlli.

Pizze, dolci e cibo d’asporto: solo consegne a domicilio e prenotazioni online

Il nuovo decreto includerà anche la possibilità di ordinare e farsi consegnare generi alimentari e pasti direttamente a casa propria. Per quanto riguarda, invece, le attività di ristorazione, è consentita solamente la prenotazione online di bar, pasticcerie, gelaterie e pizzerie e sarà consentito andarle a ritirare sempre mantenendo le dovute distanze e rispettando la fila. Non sarà, invece, consentita la consumazione direttamente sul luogo o nelle vicinanze dell’esercizio commerciale.