Autore: Luigi Crescentini

Coronavirus - Crisi economica

22
Mag

Estate ai tempi del Covid-19: possibili rincari degli stabilimenti balneari

Si dimezzano i posti in spiaggia a causa del distanziamento: i gestori vogliono aumentare il listino prezzi

Dopo la riapertura delle attività di ristorazione, negozi e parrucchieri, se i dati epidemiologici lo permetteranno, a giugno si procederà con la concessione alle attività di intrattenimento come cinema, teatri e concerti, ovviamente sempre con le dovute misure precauzionali.

E le spiagge? Quando e come riapriranno? In vicinanza dell’arrivo della stagione calda, uno dei luoghi più desiderati sono proprio le spiagge. A questo proposito si sta aprendo un dibattito tra gli operatori degli stabilimenti balneari: eticamente sarebbe corretto aumentare le tariffe?

Oppure bisognerà chiudere un occhio? Il dilemma sorge spontaneo, i gestori dovranno provvedere alla risistemazione dell’intero stabilimento secondo le nuove linee guida andando incontro a nuove problematiche, sia dal punto di vista organizzativo che dal punto di vista economico.

La questione che molti imprenditori della ’spiaggia’ stanno al momento affrontando riguarda proprio la modifica delle proprie tariffe. Alcuni hanno deciso di non apportare cambiamenti al listino prezzi come sta accadendo in alcuni stabilimenti balneari della Regione Liguria.

Estate ai tempi del Covid-19: posti in spiaggia limitati, rischio aumento delle tariffe

Secondo quanto riportato dal quotidiano «Repubblica», il presidente regionale del sindacato balneare della Regione Liguria e proprietario di uno dei stabilimenti situato a Savona, Enrico Schiappapietra, ha spiegato: «Abbiamo fatto una scelta. Anche a costo di perderci: per riconoscenza verso i nostri clienti e anche per un principio etico. Per anni sono stati alla base della nostra ricchezza. Non possiamo dimenticarlo. Dobbiamo ridare qualcosa anche noi».

Purtroppo non tutti la pensano allo stesso modo, la questione dell’aumento delle tariffe è una questione abbastanza complessa e spesso legata anche a motivi di spazio e di localizzazione geografica. In particolar modo, tutti gli stabilimenti che hanno un minor spazio a disposizione come ad esempio quelli situati nelle spiagge più piccole oppure sugli scogli, a causa del distanziamento, dimezzeranno le postazioni: ciò significa che automaticamente anche i guadagni saranno dimezzati rischiando così di non riuscire a coprire i costi.

Per questo motivo alcuni gestori saranno «costretti» ad aumentare anche se di poco, le tariffe. Infatti l’obiettivo principale non sarà quello di avere un maggiore profitto rispetto agli anni precedenti bensì di riuscire almeno a coprire i costi. Per gli operatori balneari entrano in gioco diverse variabili come lo spazio, i metri quadri e le direttive da seguire in merito al distanziamento e al numero massimo di persone.

Le regole da seguire valgono per tutti gli stabilimenti indipendentemente dall’ubicazione o dai metri quadri che occupa. Per fare un esempio, nell’Isola d’Elba si presenta un paesaggio marittimo fatto da piccole spiagge, calette e scogliere. In Versilia lo spazio a disposizione per gli stabilimenti è molto più ampio per cui la problematica del distanziamento tra un ombrellone e l’altro influisce di meno rispetto agli stabilimenti delle spiagge più piccole.

Secondo i gestori di alcuni stabilimenti in Romagna, ci potrebbe essere un aumento dei prezzi dal 5 al 10 %. Quello che è certo è che sicuramente ci attenderà un’estate ben diversa, un’estate ai tempi del Coronavirus. Non vedremo più il classico scenario di affollamento di ombrelloni nelle spiagge né tanto meno la bella movida che si crea nei lungomare dei posti più rinomati.