Esami di maturità 2022: già resa nota la data della prima prova scritta

Esami di maturità 2022: già resa nota la data della prima prova scritta

Il Ministero dell’Istruzione ha appena stabilito la data di inizio degli esami di maturità 2022. Sarà mercoledì 22 luglio alle ore 8:30 e avrà luogo la prima prova scritta.

Subito dopo gli esami di maturità 2021, ecco che la nuova ordinanza del Ministero dell’istruzione pubblicata oggi, mercoledì 22 luglio, specifica quale sarà la data di inizio degli esami di maturità 2022.

Auspicando per il prossimo anno l’uscita definitiva dal tunnel della pandemia, grazie ad una efficace campagna vaccinale, e il ritorno alla consuete routine - senza dunque particolari misure restrittive anti-contagio da coronavirus - sarà il 22 giugno alle ore 8:30 il giorno di svolgimento della prima prova scritta d’italiano.

Rimarchiamo altresì che invece, per quanto riguarda il giorno di inizio e di fine lezioni, la decisione attiene alle singole Regioni.

Esami di maturità 2022: lo scopo è tornare al tradizionale schema scritti-orali

Come si può intuire da quanto contenuto nell’ordinanza del Ministero dell’Istruzione, la finalità delle istituzioni è quella di tornare al consueto iter, che anno dopo anno ha caratterizzato gli esami di maturità. Si tratta ovviamente del doppio appuntamento delle prove scritte e di quelle orali.

Molto però dipenderà da quale evoluzione avrà la pandemia nei prossimi mesi. Soprattutto, sarà essenziale l’apporto dei vaccini contro le varianti del covid ma come ben noto, lo scenario è in continua evoluzione.

Tutto il mondo della scuola vorrebbe però tornare ad una sorta di normalità pre emergenza sanitaria, attraverso il ritorno della didattica in presenza. Ed è proprio per questo che i presidi stanno spingendo verso l’obbligo di vaccinazione di tutto il personale scolastico.

Esami di maturità 2022: per il Ministero dell’Istruzione la didattica in presenza è essenziale

E’ chiaro che l’accesso alle strutture scolastiche e all’insegnamento in presenza costituiscono un diritto di ogni singolo studente. Ma ciò può essere ottenuto soltanto rispettando elementari ed essenziali obblighi di ambito medico, così come delineato dallo stesso Comitato tecnico scientifico lo scorso 12 luglio, con le regole per il ritorno in classe in sicurezza.

Non deve dunque stupire che il Ministero dell’Istruzione abbia indicato che la priorità attuale è quella di garantire la didattica in presenza, sia per l’essenzialità del valore formativo, che per l’imprescindibile e indispensabile suo apporto allo sviluppo della personalità e della socialità degli studenti.

E’ ben noto infatti che i giovani studenti sono stati gravati dal peso di lunghi periodi di limitazione delle relazioni e dei contatti con gli altri, proprio a causa dell’accoppiata pandemia-lockdown.

Concludendo, non mancheremo di seguire gli sviluppi della questione scuola, anche per capire se vi saranno ulteriori novità sostanziali e se davvero a settembre si potrà ripartire con la didattica in aula.